Roma coi fiocchi per Natale: torna The Biggest Bow

Un progetto natalizio che torna ancora una volta e punta sull’urban art: con The Biggest Bow due capolavori dell’architettura romana sono stati addobbati con enormi fiocchi rossi

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Due enormi fiocchi rossi a impacchettare altrettanti cadeaux speciali, che non troveremo sotto l’albero ma in giro per la Capitale. Tra i tanti capolavori dell’architettura storica e contemporanea di Roma, infatti, spiccano il Centro Direzionale Argonauta, (tra i principali edifici a efficienze energetica d’Europa) e le torri Lafuente che per l’occasione appaiono ricoperti da un nastro luminoso che culmina in un gigantesco nodo a ricordare il Natale. 

Architettura contemporanea, sostenibilità e urban art

Il progetto The Biggest Bow è un gradito ritorno: la sua una doppia installazione nasconde anche una novità che tiene alto il valore della sostenibilità. Il Centro Direzionane Argonauta, nello specifico, ospitando ogni giorno fino a 5mila persone, potrebbe diventare un hub della creatività con strutture indoor e outdoor ispirate a un’idea di condivisione dello spazio. Oggi è uno dei principali edifici ad efficienza energetica d’Europa e il primo dell’area di Roma Capitale, grazie al restauro a cura dell’Agenzia di Architettura guidata da Isabelle M. Rizk che ha da poco portato 657 pannelli solari con una produzione annua di 137.62 MW, a cui si somma l’impianto fotovoltaico sulle pensiline, di 365 kWp distribuito su di una superficie di 2.176,70mq, per una produzione annua di 484.472 kWh. I due impianti generano insieme 622.092 kWh annui, interamente a servizio dell’edificio. Il risparmio in termini di CO2 è stimato in circa 170 tonnellate per anno.

The Biggest Bow: l’iniziativa

I fiocchi color rosso fuoco, adorneranno i due palazzi per tutto il periodo festivo e a commissionare il progetto è Valle Giulia Real Estate, proprietaria degli edifici, mentre l’ideazione si deve a Thirtyone Design, fondata nel 2015 da Claudia Campone e la realizzazione, per il terzo anno consecutivo, a Fly In, azienda italiana leader nel settore dei gonfiabili con il supporto di Tecnostyle. Il Centro direzionale Argonauta, si trova in zona Ostiense, e le torri Lafuente a Parco de’ Medici, visibili dall’autostrada Roma-Fiumicino, capolavoro dell’architettura del Novecento firmato da Julio Lafuente e Gaetano Rebecchini alla fine degli anni Settanta del secolo scorso. I decori natalizi, sono illuminati internamente in modo da essere visibili anche la notte e sono posti sulle facciate degli edifici. Nelle torri Lafuente, l’installazione si arricchisce anche di un grande rocchetto di nastro rosso con un paio di forbici, come se un gigante le avesse lasciate lì con l’intenzione di tornare a finire la decorazione. Un modo scenografico e ironico per celebrare il periodo in arrivo.

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Salumi rari italiani: a Roma arriva Salum’È, la prima edizione della mostra mercato più golosa

Un evento per scoprire il meglio dei salumi rari Made in Italy: ecco Salum’È

Una mostra mercato dedicata ai salumi rari italiani sta per alzare il suo sipario in una location d’eccezione: Roma. Si chiama Salum’È e punta sulla qualità indiscussa del Made in Italy, per una due giorni particolare, tra il 30 novembre e il 1 dicembre 2019. L’attenzione sarà tutta  per l’arte norcina e le rarità produttive che punteggiano il territorio italiano da nord a sud e la kermesse, di certo, non mancherà di richiamare appassionati, ma anche operatori del settore e ristoratori. Tutto potranno degustare e acquistare gli alimenti esposti direttamente dal produttore nelle sale di Palazzo Wegil a Trastevere.

L’importanza di valorizzare le nostre eccellenze gastronomiche

A ideare Salum’È ci ha pensato La Pecora Nera Editore – casa editrice attiva da diciassette anni nel mondo dell’enogastronomia, specializzata nella realizzazione di guide ed eventi – e Vincenzo Mancino, esperto conoscitore della produzione e lavorazione di salumi e formaggi. Quest’ultimo è impegnato nella valorizzazione e tutela delle piccole realtà agricole attraverso alcuni progetti imprenditoriali tra i quali la bottega con cucina ProLoco DOL (Di Origine Laziale). Ha dunque selezionato le aziende espositrici che saranno raggruppate per tipologia di salume e che potranno vendere i propri prodotti a tutti coloro che prenderanno parte alla mostra-mercato. Una storia di sapori e territori, raccontata attraverso il cibo e tra le proposte non mancheranno: Capocollo di Martina Franca, Salumi di Nero Casertano, Salumi di Nero Lucano, Salumi di Mangalitza, Salumi di grigio Casentino, Cinta Senese, Nero dei Nebrodi, Salami di bufala, Ventricina vastese e altri nomi noti di salumeria italiana da allevamenti aziendali. Il progetto nasce a seguito dell’ottimo riscontro ottenuto da Formaticum, la prima mostra mercato dedicata alle rarità casearie, che ha registrato 1500 presenze.

Le sorprese

Durante Salum’È sarà anche possibile prendere parte ai seminari di approfondimento rivolti agli appassionati di norcineria e agli addetti al settore curati da Domenico Villani, maestro assaggiatore ed esperto di salumi.

Il calendario

Si comincia sabato 30 novembre dalle 16.00 alle 17.00 con “Salumi: conoscerli e riconoscerli – percorso sensoriale per una maggiore consapevolezza” a cura di Domenico Villani, maestro assaggiatore di salumi; dalle 17.00 alle 18.00 si parla di “Resistenza suina: il maiale nero e altre storie”, un approfondimento tenuto da Vincenzo Di Nuzzo, maestro assaggiatore di salumi. La giornata si conclude con “Pani e Salumi, il sandwich italiano per eccellenza” seminario a cura di Domenico Villani dalle 18.00 alle 19.00, nel corso del quale si potranno degustare alcuni salumi con i pani forniti dal Panificio di Gabriele Bonci e da altri collaboratori.

Domenica 1 dicembre si parlerà, dalle 11.00 alle 12.00, di “Salumi: conoscerli e riconoscerli – percorso sensoriale per una maggiore consapevolezza” e a seguire “Abbinamento Salumi e Vino” entrambi a cura di Angelo Tombolillo, maestro assaggiatore di salumi e di vino. La giornata prosegue dalle 16.00 alle 17.00 con “Salumi e nutrizione: strade divergenti o parallele?” a cura di Flavio Di Gregorio, medico esperto di nutrizione e dalle 17.00 alle 18.00 con “Conservanti o non conservanti, è questo il problema?” una tavola rotonda condotta da Domenico Villani, con Flavio Di Gregorio e alcuni dei produttori presenti alla manifestazione. Tutti i seminari saranno introdotti da un momento di formazione sulle tecniche di assaggio dei salumi a cura di Domenico Villani.

Informazioni

Costo del biglietto d’ingresso: 5,00 euro. Ingresso gratuito per gli operatori previa registrazione sul sito: http://bit.ly/353iKVb.

 

 

 

 

Omaggio alle Edicole Sacre del Rione Ponte: l’arte e la bellezza dimenticata di Roma

Una mostra per celebrare la bellezza e il valore storico delle Edicole Sacre del Rione Ponte di Roma

Roma è anche la città dei piccoli tesori dimenticati e, mentre lo sguardo, non sa dove cogliere prima meraviglie dal valore storico secolare, ecco che è importante riscoprire le opere d’arte meno strillate che sono in qualche modo giunte fine a noi. Le cappelle votive che un tempo celebravano un miracolo avvenuto, è vero, non sono tutte in ottime condizioni: qualcuna però è stata restaurata, altre saranno prima o poi ricollocate ed è importante celebrarle e sensibilizzare cittadini e turisti sull’importanza che non vadano perse e dimenticate. Ecco lo spirito di “Omaggio alle Edicole Sacre del Rione Ponte“, una piccola esposizione fotografica finanziata dal parroco di San Giovanni dei Fiorentini, Padre Roberto Paoloni e visitabile fino al 19 maggio all’interno della medesima Basilica.

La Madonnella e il passato che rivive

Le Edicole rappresentavano molto spesso la Madonna col Bambino, ma anche diversi Santi e oggi, nel corso dell’inaugurazione, verrà anche benedetta,  durante la Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da Sua Eminenza Reverendissima il Cardinal Vicario Angelo De Donatis, una Madonnella donata da Mario e Maria Prili, abitanti del Rione. La stessa sarà successivamente collocata,  una volta ottenuti i permessi, a Tor di Nona in ricordo delle persone migranti italiane giunte a Roma (in questo e nei Rioni limitrofi) all’inizio del secolo XX in cerca di fortuna. Tra le Edicole da non perdere, c’è Mater Misericordiae del sec. XVI (ma non solo). Si trova nell’omonima cappella all’interno della Basilica minore di San Giovanni dei Fiorentini ed è opera di Filippo Lippi. Era sistemata in vicolo della Palle e pare che qui fosse in uso un impianto sportivo. Un giorno, un giocatore, colpì con la palla una immagine della Madonna, sulla quale rimase il segno dell’azione. E venne chiamata della “misericordia”, perché il braccio del giovane venne colto da paralisi, ma guarì miracolosamente dopo 40 giorni.

Altri appuntamenti da non perdere

Giorno 15 maggio, invece, l’appuntamento sarà nell’Oratorio della Basilica, Sala San Filippo Neri, alle ore 17,30 quando Maria Cristina Martini editrice della collana “A Spasso con la con la storia” MMC edizioni , illustrerà la storia delle Edicole Sacre di Roma. Subito dopo Mario De Quarto (nativo della zona) giornalista, guida turistica e scrittore tornerà a presentare il libro che ha dedicato al suo quartiere, “Speravamo nei Miracoli” e seguirà il filmato donato da Massimo Rondina (altro abitante del quartiere) “Scene di Vita”.

 

 

 

 

 

 

La Roma spiegata a mio figlio: quando il calcio si giocava con cuore e passione

La Roma spiegata a mio figlio, un testo che racconta l’amore per il calcio vero attraverso ricordi e aneddoti. Sarà presentato il 9 marzo alla libreria Odradek nella Capitale

Un tempo il calcio non era una questione di affari, di gossip o di passaggi di grandi calciatori da una squadra ad un’altra, ma raccontava soprattutto di una passione viscerale in grado di accomunare l’Italia intera. Le radici di questo sport con i suoi valori irrinunciabili, soprattutto per i tifosi giallorossi, possono essere riscoperte attraverso le storie e gli aneddoti del libro La Roma spiegata a mio figlio, scritto da Lorenzo Contucci, avvocato penalista e Cristiano Sagramola, scrittore e noto vignettista.

Un testo da scoprire

La Roma spiegata a mio figlio è un simpatico e istruttivo volumetto che racconta ai ragazzi i veri valori di una squadra. Presentato alla libreria ODRADEK, con Francesca Della Torre e gli autori, vanta la presenza di 118 pagine a colori con più di cento tra disegni, vignette ed elaborazioni grafiche e un costo di 18 euro.  I proventi di Lorenzo Contucci andranno, all’associazione Davide Ciavattini per la ricerca e la cura dei tumori e delle leucemie infantili presso l’Ospedale Bambin Gesù.

Come nasce l’idea

La Roma spiegata a mio figlio racconta delle storie dei suoi campioni, le partite indimenticabili e gli aneddoti più divertenti. Agli albori, questa squadra come le altre, mostrava un calcio fatto di talento e amore, quando ancora si giocava su campi polverosi e con le porte senza reti, e con calciatori che pur di indossare la maglia del cuore rifiutavano di essere pagati, tanto era grande l’onore di rappresentare la squadra di cui erano anche tifosi. Tra le pagine si cerca di riscoprire questi valori e la bellezza dello sport a tutti i livelli. Due luminari del Football, i professori Windsor e Newton, accompagneranno il lettore tra le pagine del libro, con il compito di spiegare e raccontare com’era il calcio dei primordi, quando le squadre erano pochissime e la Roma ancora non esisteva.

Chi sono gli autori

Lorenzo Contucci

Tifoso giallorosso, avvocato penalista dal 1994, romano, classe 1966, sposato con tre figli, si è laureato in diritto penale con la tesi “l’attenuante dell’aver agito con la folla
in tumulto”. Coautore del libro “A Porte chiuse” e partecipe a diversi progetti editoriali,ex pallanotista nonché blogger/webmaster dal 1999, è esperto nella normativa antiviolenzanel mondo dello sport.

Cristiano Sagramola

Disegnatore, autore di testi e fumetti. L’amore verso i piccoli lo porta ad organizzare corsi di fumetto presso “il Cortile degli artisti” ed altre associazioni. Ha collaborato con diverse testate e creato i personaggi di Alvaro e Valerie per Il Grifo, di Mara e Telethon, per la campagna Telethon del 2000, di BioNik per le celebrazioni del centenario di VillaBorghese a Roma, e di SuperJoe per la linea di abbigliamento Joe Rivetto. Attualmente pubblica una striscia umoristica sul calcio sul Guerin Sportivo.

Le foto della presentazione

Cultura e sapori si incontrano a Roma per l’evento top di Montecatini Terme

Roma ha fatto da splendida cornice alla presentazione di un evento particolarmente interessante che unisce cultura e cibo. Si tratta di Food&Book, giunto alla sua sesta edizione, che con 47 incontri e 103 autori proporrà anche stavolta un palinsesto molto ricco di appuntamenti a tema. Dal 12 al 14 ottobre, nella cornice liberty delle Terme Tettuccio di Montecatini,  ci saranno diversi ospiti importanti, tra cui storici ed esperti di enogastronomia.

Tra i nomi più noti, non mancheranno lo Chef Alfonso Iaccarino, uno dei grandi maestri dell’alta cucina italiana, il Prof. Franco Cardini nel duplice ruolo di storico ed esperto gourmet e l’ex magistrato Gian Carlo Caselli, a capo dell’Osservatorio sulla criminalità nel settore agroalimentare. Quest’ultimo ha scritto un volume dedicato alla pericolosità di certi cibi, frutto di filiere illegali.

Vessicchio, la musica e i prodotti della terra

Il maestro ne è convinto da tempo e, ancora una volta, ha dimostrato in questa occasione che prodotti come limoni, pomodori e mele sono sensibili durante la crescita alle note musicali. Far “ascoltare” le sue note durante la maturazione, avrebbe degli effetti benefici che ha spiegato durante l’incontro con la stampa a Roma.

Per l’occasione, nella suggestiva location de The Pantheon Iconic Rome Hotel, erano presenti anche Carlo Ottaviano e Sergio Auricchio, rispettivamente direttore ed organizzatore del festival, e l’assessore alla cultura del Comune di Montecatini Bruno Ialuna.

Un cenno sulla magnificenza della Terrazza del Pantheon Iconic, che entra con spettacolare posizione nella nostra classifica top di #RomaVerticale

Le novità in programma

In cartellone, poi, pure i tradizionali incontri di approfondimento, workshop e degustazioni. Occhi puntati in questo senso sugli eventi speciali, a cominciare dall’apertura notturna del  Palazzo Comunale – Moca il 12 ottobre per la visita guidata e la mostra “Geniale. Gli invasori dell’arte” e, tra gli altri, la presentazione della Guida Slow Wine 2019, una anteprima nazionale che culminerà con la più grande degustazione di vino in Italia (circa un migliaio di etichette per 500 produttori) e la celebrazione del ventennale della trasmissione televisiva “Eat Parade”, con il giornalista Bruno Gambacorta.

Il Festival a Montecatini

In città, le iniziative di rilievo saranno: l’annullo speciale di Food&Book che Poste Italiane ha emesso e presenterà all’interno di uno stand dedicato, insieme a tutti i francobolli italiani pensati per cibo, vino e libri. Ci sarà, poi, il percorso dei “passi di gloria” con oltre 200 targhe di personaggi famosi che hanno soggiornato alle Terme lungo cui si svilupperà un itinerario che parte da Piazza del Popolo, ai piedi della borchia di Pietro Leopoldo II, Granduca di Toscana, bonificatore e ideatore del territorio termale, per approdare al Tettuccio. Sono previste una serie di soste davanti alle targhe di nomi quali Giuseppe Verdi, Paul Cézanne, Coco Chanel, Grace Kelly, Gabriele D’Annunzio, Woody Allen, Pelè, durante le quali si racconteranno episodi, aneddoti, storie, citazioni dei personaggi prescelti. Il gran finale è con l’intervista immaginaria a Gioacchino Rossini.

Un ruolo da protagonista toccherò poi alla mozzarella di bufala campana Dop, al centro del contest letterario nazionale promosso dal Consorzio di Tutela e dal mensile “Leggere:tutti”. Il Consorzio, infatti, presenterà il bando di concorso per racconti su tema la filiera della mozzarella di bufala campana Dop, vista da ogni angolazione: gusto, territorio, ambiente, biodiversità, tradizione, ricerca, lavoro, etica, legalità. I racconti scelti saranno pubblicati in un libro che uscirà nella primavera del 2019. E per i bambini, anche un villaggio appositamente allestito e curato dalla Cooperativa Giodò, nel quale verranno organizzati laboratori creativi e inviti alla lettura per piccoli appassionati dai 5 ai 10 anni. Altra curiosità, infine, è la Corsa dei Camerieri, una sfida all’ultimo piatto che vedrà competere, in velocità e abilità per il centro storico di Montecatini, gli allievi degli Istituti alberghieri e camerieri professionisti.

L’ingresso agli eventi è libero, salvo alcuni laboratori e le cene e il sito di riferimento è: http://www.foodandbook.it.

Live Cinema Festival 2018: a Roma, le migliori performance audio visual internazionali

Undici nazioni coinvolte, otto live cinema performance inedite o presentate per la prima volta in Italia e realizzate in real-time, screenings, workshop e artisti noti ben oltre i confini nazionali. Roma accoglie in queste ore la quinta edizione del Live Cinema 2018, per un’esperienza sinestetica e ipersensoriale davvero speciale. In più, per la prima volta, location d’eccezione è Palazzo delle Esposizioni, dove la quattro giorni promette di presentare il meglio di arte, tecnologia e macchinari dall’aria futuristica. La manifestazione è ad ingresso gratuito e la direzione artistica è stata affidata a Claudio Guerrieri, all’interno dell’Estate Romana promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale e realizzata in collaborazione con SIAE. Fa parte, inoltre, delle iniziative dell’Anno europeo del patrimonio culturale 2018.

Una tecnica narrativa sperimentale

Live Cinema non è un evento come tutti gli altri, perché la narrazione viene applicata a una nuova concezione di video, creando suoni e immagini in tempo reale con tecniche all’avanguardia.  In pratica ogni risultato arriva dall’improvvisazione e dall’intuito degli artisti presenti, per cui nulla è prevedibile ma tutto è strabiliante. Oggi che la tecnologia è ovunque, quello che mancava infatti era proprio l’arte di stupire abbattendo la frontiera del prevedibile o dell’immaginabile.

Le novità

Prima della kermesse vera e propria, nella Capitale ha preso il via “SCREENINGS”, una preview di proiezioni nel bookstore del Palaexpo durante l’orario di apertura del museo, per preparare il pubblico al tipo di festival. Progetto che sta continuando adesso con  la selezione di documentari, making of, interviste agli artisti delle passate edizioni del festival e con la proiezione speciale di “FEST”, il nuovo short film sperimentale dell’artista russo di base in Germania Nikita Diakur. In questo caso, animazione 3D, schermate di software, errori e simulazioni real-life si fondono in uno stile unico e anticonvenzionale.

Coloro che stanno prendendo parte a Live Cinema, inoltre,  si presentano tutti con première delle loro performance, Live AV mai visti oppure mostrati per la prima volta nel nostro Paese. Nello specifico, quotidianamente, nella Sala 9 di Palazzo delle Esposizioni saranno ospitate due performance di live cinema.

Gli ospiti, i workshop

C’è grande attesa, inoltre, per domenica 23 settembre con la chiusura in grande stile. Sarà, infatti, proiettato “The Infinite Now“, performance dell’artista olandese Armand Dijcks presentata per la prima volta live e concepita come un  viaggio nell’eternità dei mari accompagnato dalla sognante colonna sonora di Andre Heuvelman curata dal tecnico del suono Frans de Rond e dalle splendide immagini delle onde dell’oceano immortalate da Ray Collins.

In cartellone ci sono poi nomi come la band Mïus X Attaray, progetto audiovisual dell’artista ungherese Gergely Álmos e Andrea Sztojanovits della Sonar Kollektiv, l’etichetta tedesca fondata dai Jazzanova, con la première “The Digital Tale of Geometric Shapes” o  i Citty & Aeldryn della Repubblica Ceca, ospiti questa sera e pronti a incantare con i loro sintetizzatori modulari e l’immaginario visivo si esibiscono in “Infinity Insight”,  in una performance AV tra analogico e digitale. Nel frattempo, è partito anche  il workshop gratuito della durata di 4 giorni per 8 ore complessive sul Digital Storytelling, per fornire conoscenza e tecniche e tecnologie per la realizzazione di una performance Audio Video di Live Cinema.

 

Luci su Fortuna 2018: sere vere

Luci su Fortuna
photo credit Andrea Comisi ©

La magnifica cornice del santuario della Fortuna Primigenia di Palestrina, ha inquadrato la serata di apertura di “Luci su Fortuna2018” la rassegna promossa da Marina Cogotti nell’ambito dell’estate di ArtCity, che si promette di dedicarci dodici eventi all’insegna di musica, teatro e visite guidate, dal 14 luglio al 1 settembre, accendendo le luci, o meglio i riflettori, sulla storia di questa sublime architettura.

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Il santuario della Dea Fortuna, il cui culto risale al IV secolo a.C., è il maggiore esempio romano dell’architettura ellenistica in Italia, ispirato ai complessi monumentali scenografici dell’Egeo orientale, strutturato in una serie di terrazze artificiali collegate da rampe e scalinate, dalle quali si gode di un panorama intenso e mozzafiato tutt’oggi.

La bellezza dei resti del Santuario rientrano nel più ampio complesso del Museo Nazionale Archeologico di Palestrina, che è ospitato nel palazzo rinascimentale Colonna-Barberini. Il palazzo, edificato una prima volta nell’XI secolo sui resti del santuario, fu demolito e ricostruito nel XV secolo dalla famiglia Colonna, e a seguire divenne proprietà dei Barberini, che lo acquisirono nel XVII secolo, detenendolo fino alla fine della seconda guerra mondiale. Oggi domina le verdi terrazze dell’antico santuario e l’intera città moderna di Palestrina.

Nelle sale del Museo, articolate su tre piani, sono esposte preziose collezioni, tra le quali il celebre mosaico del Nilo, il plastico del Santuario originario e i più importanti reperti provenienti dall’antica Praeneste e dal suo territorio, che abbracciano i principali aspetti della storia, della cultura e delle produzioni artistiche di una delle più importanti e fiorenti città del Lazio antico.
Il santuario della Fortuna Primigenia è stato anche scelto quale “Meraviglia Italiana” per rappresentare la Regione Lazio nell’ambito di un progetto promosso dal Forum Nazionale dei Giovani in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

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photo credit Andrea Comisi ©

“Luci su Fortuna” vuole accendere anche l’attenzione sul Museo che si presta a palcoscenico dei suoi eventi estivi, e per farlo prevede sei appuntamenti dal titolo “Salendo al tempio” con archeologi ed esperti che accompagneranno il pubblico alla scoperta del sito e del suo Museo in modo inaspettato, immergendolo nell’atmosfera più autentica della Roma tardo-repubblicana, seguendo gli antichi percorsi di pellegrinaggio al santuario. In occasione di queste serate sarà aperto anche il ninfeo seicentesco nell’area privata del palazzo Colonna-Barberini.
(serate del 15, 21 e 29 luglio e dell’11, 19 e 26 agosto)

LUCI SU FORTUNA - cartolina digitale

La serata evento di apertura del 14 luglio scorso è stata inaugurata dal concerto “NOT A WHAT” di Giovanni Guidi e Fabrizio Bosso, in gruppo sul palco della terrazza con 3 giovanissimi jazzisti newyorkesi come Aaron Burnett, Dezron Douglas e Joe Dyson.
Giovanni Guidi, nato a Foligno classe ’85 e Fabrizio Bosso, torinese classe ’73, hanno percorso strade molto diverse durante la loro carriera musicale, anche se sembrano essere nati per comporre insieme questo duo jazz.

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Guidi, pianista per anni alla corte di Enrico Rava, uno dei jazzisti italiani più noti a livello internazionale, dopo alcune incisioni per CAM Jazz è approdato alla blasonata etichetta ECM, con cui ha già registrato tre album da leader. Bosso, ai massimi vertici a livello mondiale del suo strumento, la tromba, vanta studi e collaborazioni internazionali, come le incisioni da leader per Blue Note, Verve ed ora Warner.

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photo credit Andrea Comisi ©

I due, conosciutisi la scorsa estate all’Umbria Jazz Festival, dove hanno diviso il palco l’uno (Guidi) con il Quintetto di Enrico Rava e Tomasz Stanko, l’altro (Bosso) con il proprio progetto dedicato a Gillespie “The Champ”, hanno ora unito le loro forze in una nuova idea che li potesse far arrivare a suonare oltre i confini della loro personale ricerca musicale. Per realizzare questo ambizioso superamento, hanno voluto che il gruppo, che prende il nome da una frase del grande Bill Evans “jazz is not a what, it is a how”, fosse multiculturalmente arricchito da tre giovani talenti indiscussi del jazz newyorchese del calibro di Aaron Burnett, sax tenore che sta bruciando le tappe a New York con collaborazioni con capisaldi della musica jazz (come Wynton Marsalis, Esperanza Spalding, Kurt Rosenwinkel), Dezron Douglas affidabilissimo e propulsivo contrabbassista (collaborazioni con capisaldi della musica jazz come Ravi Coltrane, Louis Hayes, Cyrus Chestnut) e Joe Dyson , tra i più richiesti giovani batteristi attualmente in circolazione nella scesa jazz e non solo.

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Una platea ammirata li ha seguiti e appaluditi nella calda serata del 14 luglio, lasciando spazio al jazz più puro e sperimentale, immersi nella sceneggiatura della terrazza del santuario della Fortuna Primigenia.

Nelle prossime serate, “Luci su Fortuna” propone ancora musica con l’Orchestra di Piazza Vittorio, i Solisti Veneti che apriranno le serate di agosto, seguiti da Fred For Ever Jumpin’ Orchestra dei Buscaja e Cameristi del Maggio Musicale Fiorentino.
Vinicio Marchioni, il 1° settembre reciterà in “Dialoghi d’amore – Frammenti di un discorso amoroso”, un monologo scritto da Gabriele Marchesini e ispirato liberamente al celebre testo di Roland Barthes, e avrà il compito di chiudere la rassegna prenestina.