Le Alpi di Roma

Non è la prima volta che le celebriamo, ma ogni volta ci dotiamo di uno zoom superiore.

Il consiglio per gli appassionati di diverse prospettive, che sui social raccogliamo in #ProspettivaDiversa, non cambia. In queste giornate di fine inverno e incredibile nuova luce, soprattutto quando tira il vento da nord ovest, fate un salto al Gianicolo, in uno dei punti di osservazione più belli (se non il migliore, verso Nord-Est) e suggestivi su Roma.

Dal Fontanone poi un vero spettacolo. Montagne bianche che fanno da sfondo all’ingombrante Altare della Patria, alla Torre delle Milizie, alle cupole di Santa Maria Maggiore ma anche a quelle di Sant’Agnese e di San Carlo, o alle torrette solitarie dell’Accademia di Francia. Se scendente un paio di curve, potrete incontrare anche suggestivi sfondi montanari per San Giovanni e Campidoglio.

Le montagne dovrebbero essere il celebre Terminillo (quello “dietro” Villa Medici), Monte Velino e Monte Morrone, il Monte della Duchessa e il Monte Sirente. Attendiamo dai lettori conferme, smentite o altri suggerimenti.

Altre foto e ovviamente la diretta su

© by Marco Fiocchi with Nikon Coolpix B700 60X

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La Roma spiegata a mio figlio: quando il calcio si giocava con cuore e passione

La Roma spiegata a mio figlio, un testo che racconta l’amore per il calcio vero attraverso ricordi e aneddoti. Sarà presentato il 9 marzo alla libreria Odradek nella Capitale

Un tempo il calcio non era una questione di affari, di gossip o di passaggi di grandi calciatori da una squadra ad un’altra, ma raccontava soprattutto di una passione viscerale in grado di accomunare l’Italia intera. Le radici di questo sport con i suoi valori irrinunciabili, soprattutto per i tifosi giallorossi, possono essere riscoperte attraverso le storie e gli aneddoti del libro La Roma spiegata a mio figlio, scritto da Lorenzo Contucci, avvocato penalista e Cristiano Sagramola, scrittore e noto vignettista.

Un testo da scoprire

La Roma spiegata a mio figlio è un simpatico e istruttivo volumetto che racconta ai ragazzi i veri valori di una squadra. Presentato alla libreria ODRADEK, con Francesca Della Torre e gli autori, vanta la presenza di 118 pagine a colori con più di cento tra disegni, vignette ed elaborazioni grafiche e un costo di 18 euro.  I proventi di Lorenzo Contucci andranno, all’associazione Davide Ciavattini per la ricerca e la cura dei tumori e delle leucemie infantili presso l’Ospedale Bambin Gesù.

Come nasce l’idea

La Roma spiegata a mio figlio racconta delle storie dei suoi campioni, le partite indimenticabili e gli aneddoti più divertenti. Agli albori, questa squadra come le altre, mostrava un calcio fatto di talento e amore, quando ancora si giocava su campi polverosi e con le porte senza reti, e con calciatori che pur di indossare la maglia del cuore rifiutavano di essere pagati, tanto era grande l’onore di rappresentare la squadra di cui erano anche tifosi. Tra le pagine si cerca di riscoprire questi valori e la bellezza dello sport a tutti i livelli. Due luminari del Football, i professori Windsor e Newton, accompagneranno il lettore tra le pagine del libro, con il compito di spiegare e raccontare com’era il calcio dei primordi, quando le squadre erano pochissime e la Roma ancora non esisteva.

Chi sono gli autori

Lorenzo Contucci

Tifoso giallorosso, avvocato penalista dal 1994, romano, classe 1966, sposato con tre figli, si è laureato in diritto penale con la tesi “l’attenuante dell’aver agito con la folla
in tumulto”. Coautore del libro “A Porte chiuse” e partecipe a diversi progetti editoriali,ex pallanotista nonché blogger/webmaster dal 1999, è esperto nella normativa antiviolenzanel mondo dello sport.

Cristiano Sagramola

Disegnatore, autore di testi e fumetti. L’amore verso i piccoli lo porta ad organizzare corsi di fumetto presso “il Cortile degli artisti” ed altre associazioni. Ha collaborato con diverse testate e creato i personaggi di Alvaro e Valerie per Il Grifo, di Mara e Telethon, per la campagna Telethon del 2000, di BioNik per le celebrazioni del centenario di VillaBorghese a Roma, e di SuperJoe per la linea di abbigliamento Joe Rivetto. Attualmente pubblica una striscia umoristica sul calcio sul Guerin Sportivo.

Le foto della presentazione

Capodanno Cinese a Roma, una festa senza precendenti.

Tutti i dettagli della lunga celebrazione per il Capodanno Cinese a Roma

Liu Bolin – Colosseo


La Cina a Roma diventa sempre più importante. Non solo per presenza nel tessuto cittadino, ma anche e soprattutto per turismo.

Ecco perché la capitale prenderà ancora una volta parte alle festività mondiali legate alla Chinese New Year Celebrationdal 2 al 10 Febbraio ma stavolta lo farà come mai precedentemente fatto nella sua recente storia.

In particolare il Centro storico renderà omaggio al turismo orientale incentivando il flusso di clienti asiatici e concentrando in una settimana unaserie di iniziative legate al Capodanno Cinese. 

Ricalcando parzialmente le orme ed il successo de La Vendemmia, la festa si muoverà su più livelli, con diverse partecipazioni. In concomitanza con l’evento, infatti, e nell’ottica di creare un forte connubio tra arte, fashion e lusso, saranno esposte all’interno di alcune tra le più prestigiose boutiques del luxury district, opere fotografiche di Liu Bolin: una sorta di “mostra diffusa” con circa 30 esemplari selezionati tra gli scatti realizzati a Roma e dedicati alla Pop Art. 

Liu Bolin – Family

Liu Bolin viene spesso considerato l’artista della moda e del lusso, con all’attivo, tra gli altri, prestigiose collaborazioni con Valentino, Moncler, Tod’s, Ruinar… Sono ormai famosi i suoi autoritratti fotografici caratterizzati dalla fusione del suo corpo con l’area circostante attraverso un accurato body-painting. La sua arte e le sue opere sono conosciute in tutto il mondo e Roma, come altre metropoli, lo aveva celebrato in una recente mostra al Vittoriano. 



L’artista contemporaneo è stato scelto dall’eclettico e validissimo Andrea Amoruso Manzari, promotore di questo format legato al mondo del lusso dopo la Vendemmia (KRT™) che ha in serbo anche un’altra magnifica sorpresa per il cuore di Roma, e che vi racconteremo prestissimo.


Liu Bolin rappresenterà dunque questa edizione del Capodanno Cinese, quale collante ideale per legare la Cina con la moda e la Città Eterna, rappresentando allo stesso tempo identità culturale della popolazione orientale ed internazionalità dell’evento in sé. Arriverà a Roma il 7 febbraio per una live performance, con la produzione di uno scatto creato appositamente dall’artista per l’occasione, presso la Galleria Borghese (ore 19.00). 



A seguire l’art live performance, un cocktail su invito alla presenza dell’artista, durante il quale si berrà unicamente Carpineto con alcuni vini signature della prestigiosa griffe toscana tra le top 100 mondo per Wine Spectator, molto nota anche proprio nel mercato orientale.

Dogajolo

“Siamo felici di essere partner della Chinese New Year Celebration con alcuni dei vini che meglio sposano proprio la cucina orientale e fusion gourmet”, ha dichiarato Antonio Michael Zaccheo produttore di Carpineto Grandi Vini di Toscana

Hotel Plaza – Roma

Lunedì 4 febbraio, dalle 10.00 alle 13.00, sarà invece la volta del Grand Hotel Plaza di Roma che ospiterà un importante appuntamento formativo, dedicato alla stampa e agli operatori del mondo della consulenza e dei servizi alla moda e al lusso, in collaborazione con i partner dell’iniziativa: WeChatFondazione Italia CinaIl Sole 24 oreDigilat Retex e Stamp, la nuova realtà del mondo del tax refund. In tale ambito verranno affrontati argomenti tecnici, statistici, comportamentali e funzionali indispensabili per migliorare le performance di vendita e di servizio alla clientela cinese. La scelta del Grand Hotel Plaza, uno degli hotel più storici e prestigiosi di Roma, si associa ai servizi della struttura adeguati ai clienti cinesi fin dal 2009, all’avanguardia e all’insegna della loro specifica sensibilità culturale e artistica.

“La Cina è il primo acquirente internazionale del settore fashion & lusso in Italia con il 34% di presenze all’anno – ha affermato Andrea Amoruso Manzari – quindi organizzare un evento legato al mondo del lusso per la Cina è un atto indispensabile di riconoscenza il cui obiettivo è quello di offrire una shopping experience unica e taylor made per il mercato cinese. Lo stesso format che presentiamo nella Capitale è stato adottato in contemporanea anche da Milano, in collaborazione con l’Associazione Montenapoleone”.

La Festa di Primavera, conosciuta all’estero come Capodanno Cinese, è la più importante festività annuale in Cina, ed è paragonabile alle festività natalizie dei paesi occidentali. Festeggiare un anno di duro lavoro, riposarsi e rilassarsi con la propria famiglia, augurandosi che l’anno successivo sia fortunato e prospero, secondo la credenza che un buon inizio porti fortuna e successo professionale durante il corso dell’anno, sono i preamboli di una tradizione che trae le sue origini dalle antiche civiltà agricole cinesi e dai loro desideri di un buon raccolto.  

Da non dimenticare, che questo, sarà l’Anno del Maiale.

Il maiale è l’ultimo animale dello zodiaco cinese.  Gli altri in ordine sono: Topo, Bue, Tigre, Coniglio, Drago, Serpente, Cavallo, Capra, Scimmia, Gallo, Cane e appunto Maiale. Dodici il totale. Secondo il calendario tradizionale cinese, infatti, ogni anno è rappresentato da un animale, seguendo cicli di 12 anni.

Le persone nate sotto il segno del Maiale sono diligenti, compassionevoli e generose.  Dotate di grande concentrazione e determinazione. Raramente, sospettose, spesso tendono ad essere troppo ingenue. Riescono comunque a mantenere una relativa calma di fronte alle difficoltà. Hanno un  grande senso di responsabilità che li porta a finire sempre quello che hanno iniziato

Il 2019 è l’anno del Maiale  così come lo sono stati il 1923, 1935, 1947, 1959, 1971, 1983, 1995 e il 2007. Il prossimo anno del Maiale sarà nel 2031. 

ROME CHINESE NEW YEAR CELEBRATION è un’iniziativa ideata e organizzata da Andrea Amoruso Manzari per KRT™, in collaborazione con l’Ufficio Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Popolare della Cina in Italia, Comune di Roma Municipio I Roma Centro, Fondazione Italia – Cina, BoxArt, Moutai, Arthemisia, Grand Hotel Plaza, 88 Baijiu, Associazione via Condotti, Valverde, Carpineto Grandi Vini Toscana.

Pagina FB: Rome Chinese New Year
Pagina IG: Romechineseny
Infoline: eventi@krt.agency/info@krt.agency – +39 06 45582490

A Trastevere c’è un nuovo ristorante che propone il menù rinascimentale

Un salto indietro nel tempo, sulla rotta del gusto e delle esperienze sensoriali. Il Ferro e il fuoco è il nuovo ristorante del VOI Donna Camilla Savelli Hotel e oltre a una carta ben più ampia, permette ai clienti di provare quali piatti gustavano le monache (e i cittadini) nel periodo in cui la struttura fu creata,  il cosiddetto menù rinascimentale. In un contesto elegante, impreziosito dalle progetto architettonico dell’artista Francesco Borromini, ci si può dunque immergere ancora di più nel contesto, coccolando il palato in modo del tutto originale.

Il menù e le curiosità

Dopo un lungo lavoro di ricerca tra testi antichi e biblioteche specializzate nel settore del Rinascimento, la degustazione completa oggi prevede  il pasticcio rinascimentale con ragù di carni bianche e salsa al tartufo,gli gnocchi di formaggio fresco con burro e salvia (polpettine di formaggio, realizzate con farina e uova usate come legante) e galletto alle arance amare con acqua di rose. Si conclude con un dolce semplice ma delizioso: il biancomangiare con zucchero e melograno. Si può certamente assaggiare solo uno dei piatti, mentre provare l’intera proposta insieme ai vini (anch’essi frutto di una lunga ricerca storica) ha un costo totale di 55 euro. Lo chef è il giovane Emidio Gennaro Ferro che con la direttrice Elena Prandelli, ha reperito gli ingredienti usati all’epoca e sta studiando nuovi menù a tema storico.

L’hotel e il restauro di un gioiello nel cuore di Trastevere

La struttura fa parte della catena VOIhotels e ha riportato alla luce un ex convento carico di tesori, diventato semi nascosto nel cuore di una Roma che troppe meraviglie propone ai visitatori. L’originario Monastero comprendeva il convento di Santa Maria dei Sette Dolori e la Chiesa adiacente e, nella sua lunga storia è stato anche il rifugio di diversi ebrei romani durante l’ultimo conflitto e un ospedale. Fu voluto dalla nobildonna Camilla Virginia Savelli, moglie di Pietro Farnese che con Borromini condivideva l’amore per la spiritualità e le linee scelte dall’artista si ritrovano ancora oggi, dopo un attento restauro che ha esaltato il progetto iniziale. Le celle delle suore sono ora le camere dell’elegante hotel, mentre nell’ampio giardino si può godere di un’oasi di pace a pochi passi dal centro cittadino e dal Lungotevere. Più volte premiato ai World Travel Awards con il prestigioso riconoscimento di Lifestyle Hotel si trova proprio dietro il Gianicolo e camminando nelle sue sale ci si sente davvero in equilibrio nel tempo, tra l’antico e il moderno.

Il Ferro e il Fuoco ha mantenuto queste atmosfere rinascimenali, con un progetto di restauro seguito dall’architetto Maria Ilaria Billi che ha coniugato i due volti dell’hotel creando però un ambiente con la sua identità.

I gioielli del VOI Donna Camilla Savelli Hotel

L’hotel a quattro stelle è tutto da visitare, per non perdere nulla delle sue peculiarità. Il Chiostro del Monastero consiste in una serie di campate, con archi chiusi da finestre, mentre le lunette sono arricchite di dipinti di maestri romani. Nel giardino dell’Ottocento, ogni aiuola era coltivata da una suora e la fontana centrale era alimentata dall’acqua Paola.

Del Borromini si nota soprattutto il prospetto della Chiesa e i gradini in travertino della scala principale sono fedeli al vecchio suo progetto ligneo, mentre il restauro ha interessato anche i grandi portoni lignei che suddividono i vari piani della scala.

L’Hotel Hassler fa 125 anni. Ecco la festa.

hassler 125

Un gioco di luci sotto un cielo stellato, mentre turisti e cittadini con il naso all’insù attendevano in trepidante attesa l’arrivo di vip, politici e star del piccolo e grande schermo.

L’Hassler, lo storico albergo che tutto il mondo ci invidia ieri sera ha dato spettacolo, per festeggiare un compleanno unico e un evento speciale. Per il brand di Trinità dei Monti era, infatti, il momento di spegnere le sue prime 125 candeline…

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Eataly Roma: l’appetito #TuttoNuovo

Eataly TuttoNuovo

All photos credit Andrea Comisi © Photograrc

“Stiamo di buonumore perchè un piatto cucinato e servito con un sorriso sincero è più buono, perfino più digeribile.”

Proprio all’insegna del 10° comandamento del Manifesto della Buona Ristorazione, si apre il pomeriggio di presentazione di #TuttoNuovo, ovvero degli spazi rinnovati di Eataly Roma, imbattuto come il più grande dei 37 store del gruppo FARINETTI, con una superficie commerciale di 14.000 m2 e un giro d’affari che sfiora i 50 milioni di euro l’anno. Il buonumore era contagioso e sincero, da quello di Andrea Guerra, Presidente esecutivo dal 2016, a quello di Nicola Farinetti, Eataly CEO e fondatore dei 4 store in U.S., che ci hanno guidato nelle meraviglie di ogni nuovo spazio, sorseggiando, assaggiando, degustando insieme a noi.

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IL MONDO EATALY

A 6 anni dalla prima apertura (31 ottobre 2012), la sfida per gli spazi dell’ex Air Terminal di Ostiense ’90, è un investimento di 2 milioni di euro che continua l’obiettivo preciso della filosofia Eataly: offrire al cliente un’esperienza complessa, attraverso prodotti di eccellenza del territorio italiano a prezzi sempre più sostenibili, legati alle storie, ai volti e ai metodi produttivi delle aziende che fanno grande il sistema enogastronomico dell’Italia, associandovi esperienze interattive, dinamiche ed emozionanti.

Comprare, mangiare, imparare sono i pilastri del modello Eataly, che investe su un consumatore capace di mangiare in modo consapevole, limitando al massimo la catena distributiva e creando un contatto diretto con il produttore, nella convinzione fondata che “mangiare bene aiuta a vivere meglio”.

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Il cibo come cultura e l’enogastronomia italiana come patrimonio mondiale da esportare in tutto il mondo, questo lo spirito proattivo e sempre convinto del fondatore Oscar Farinetti. Potrebbe sembrare una celebrazione autoreferenziale tutta italiana, ma non è così: il marchio Eataly, partito da Torino nel 2007, continua il piano di nuove aperture nelle principali città del mondo, progettando per dicembre lo store di Las Vegas, poi ancora Parigi, Verona, Londra, Toronto, Dallas e Kuwait, a seguito del grande successo a Bologna di FICO Eataly World nel 2017.

 

#TUTTONUOVO PIANO TERRA

Se i bazaar di Instabul ispirarono l’idea iniziale di Farinetti, il concetto di #TuttoNuovo con la filosofia Eataly sperimentano una nuova idea di mercato: 13.000 referenze, 5 ristoranti autentici, nuovi laboratori di produzione a vista e al piano terra, affianco alla nuova Caffetteria Illy e alla pasticceria Le sicilianedde, il nuovo Pop-Up store di Ikea, esperimento di negozio urbano con cui il brand svedese conta di aumentare la complessità dell’esperienza Eataly, proponendo accessori da cucina, progettazione assistita e punto di ritiro per acquisti on-line. Mangiare non deve sembrare più così facile, ma rimane indiscutibilmente molto divertente.

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Eataly Tutto Nuovo significa nuovi spazi cui si sta lavorando da mesi, continuando al piano terra con il Mercato dei Produttori, vera piazza del paese intorno a cui si sviluppa un’offerta di street food che va dalla Pizza alla pala della Panetteria di Eataly, all’Orto in apecar che prepara zuppe, centrifugati e succhi di stagione a km 0. Il mercato dei produttori, ora più ampio e fruibile, è un luogo di incontro e scambio di saperi e tradizioni laziali, dove acquistare dalle mani di chi produce le eccellenze da portare in tavola.

 

#TUTTONUOVO PIANO 1

La nuova Gastronomia con il panino più venduto di Eataly a New York, la pasta fresca di Mauro Secondi, uno dei migliori pastai di Roma, il nuovo caseificio di Roberto Battipaglia, coraggioso imprenditore casertano che propone un luogo in cui assistere alla produzione di mozzarelle e burrate, da assaggiare ancora calde, il nuovo Ristorante della pasta e della pizza, che propone piatti autentici grazie alle farine bio macinate a pietra del Mulino Marino, la pasta di Gragnano, l’olio evo Roi. Impossibile non dissetarsi nei nuovi spazi in stile factory della Nuova Birreria con produzione a metri 0 di circa 50.000 litri di birra artigianale l’anno, con un sistema che prevede il passaggio visibile dalla produzione al tank e dal tank al bicchiere.

In bottiglia una selezione dall’Italia e dal mondo di più di 400 tipologie di birre, proposte da bere subito o da portare via. In abbinamento una proposta del vicino Mauro Secondi per la pizza al padellino, con farine del Mulino Marino 50% Buratto, 50% Maritoba, lievitata 24 ore, stesa nel tegamino direttamente e lasciata ancora lievitare, per poi essere farcita con salumi e formaggi e cotta nel forno rotante a 380°.

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#TUTTONUOVO PIANO 2

La Nuova Cuopperia di Pasquale e Gaetano Torrente, i re del fritto, primi in Italia con il loro locale a Cetara, provincia di Salerno, portano al secondo piano tutti i profumi della Costiera Amalfitana, comodamente proposti nel caratteristico cartoccio di carta paglia, il cuoppo take away.

I sapori della tradizione si mescolano velocemente a quelli dell’innovazione, con il ristorante Terra, nato dalle già sviluppate due esperienze a Eataly Los Angeles e a Eataly Boston. Terra, fuoco e natura sono gli elementi che ispirano il concept del ristorante, mettendo in rapporto diretto il prodotto con la sua lavorazione e con la sua origine. Domina lo spazio in stile eco-chic la scenografica griglia di 3 metri, fatta a mano, per le cotture protagoniste di Terra, con carbone naturale 100% italiano, e filiera corta dal banco alla tavola: carne de La Granda e pesce freschissimo delle Cooperative di Anzio e Civitavecchia, il Crudo di pesce Eataly, le verdure del Mercato dei Produttori al piano terra. Quasi 100 coperti, per 300 etichette di vini e una carta completa dall’antipasto al dolce, Terra è un ristorante in cui stare in modo informale, condividendo un concetto di ristorazione nato oltre oceano e dalle forti potenzialità per il futuro.

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“Prima la materia prima. Siamo fanatici della materia prima, cerchiamo la qualità assoluta, fatta di rispetto della terra, degli alberi, degli animali, di freschezza e di identità”.

1° comandamento del Manifesto della Buona Ristorazione, aggiungerei io Ritrovata e Rinnovata.

 

Cantina Tramin presenta Troy, lo Chardonnay di montagna

Conosciuta in tutto il mondo per i suoi vini dalle particolari note olfattive, riconoscibili come firma inconfondibile dell’affascinante territorio altoatesino, Cantina Tramin, nata nel 1989, è tra le più antiche cantine in Alto Adige. Un progetto enologico rappresentato anche dalla forza della condivisione, dal lavoro in vigna di oltre 180 famiglie proprietarie, legate alla propria terra da generazioni, 260 ettari coltivati in modo capillare, con grande rispetto e massima cura.

Willi Stürz enologo e direttore tecnico di Cantina Tramin, è una figura chiave nella storia dell’azienda. Stürz è riuscito a trasformare un’eccellente e tipica produzione territoriale, quella del Gewürztraminer, in un cru internazionale pluripremiato dalla critica più autorevole, in Italia e nel resto del mondo. Entra a far parte dell’organico di Cantina Tramin nel 1991, dove con determinazione e grande passione, acquisisce competenze e responsabilità sempre più elevate. Nel giro di pochi anni diventa responsabile unico per la vinificazione e gestione dell’azienda. La guida Vini d’Italia 2004 – Gambero Rosso e Slow Food lo elegge Miglior Enologo d’Italia.

“La struttura della nostra viticoltura è fatta di produttori che spendono tempo e passione tra questi filari, che in molti casi sono stati piantati dai loro avi. Anche se la nostra azienda è estesa, la struttura a rete diffusa in modo così capillare, ci consente di raggiungere velocemente ogni filare. Questo è un aspetto importantissimo perché la vendemmia viene eseguita rigorosamente a mano. In cantina accompagniamo le uve senza mai forzarle, preservandone a ogni passaggio la loro carica aromatica sviluppata durante la maturazione.”

L’approccio descritto da Stürz, indiscutibilmente vincente, è frutto di una profonda conoscenza del territorio e delle sue molteplici sfaccettature. Ciò che ne deriva è un patrimonio olfattivo straordinario che si esprime in particolar modo nei pregiati vini bianchi, dotati di un’identità aromatica pressoché unica.

Troy è il nuovo vino presentatoci nella calda e confortevole atmosfera del ristorante Al Ceppo, con cui Cantina Tramin si confronta con i grandi Chardonnay del mondo. Troy, nell’antica lingua locale significa “sentiero”, un nome scelto per evocare il lungo percorso compiuto dalla storica azienda altoatesina. Una crescita qualitativa ininterrotta che prosegue da oltre vent’anni, testimoniata dai numerosi premi e riconoscimenti raccolti dai propri vini, nei quali la varietà Chardonnay era prima impiegata solamente come importante componente della prestigiosa cuvée Stoan.

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Afferma Willi Stürz: “Nel nostro territorio  per molti anni lo Chardonnay coltivato a quote elevate non era apprezzato, a causa della sua struttura esile. Con il passare del tempo abbiamo compreso come le piante potevano trovare il proprio equilibrio e ad avere basse rese in modo naturale, con un minimo intervento di regolazione delle quantità. Questo ci ha consentito di raggiungere i risultati odierni, di cui siamo molto soddisfatti.”

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Per iniziare la serata, un’affascinante Degustazione alla Cieca, sette pregiati Chardonnay provenienti da Francia, Germania, Italia e California, accompagnati e guidati dall’espertissimo Luca Gardini, sommelier emiliano tra i migliori al mondo, che non ha bisogno di presentazione. Un’interessante e divertente esperienza, quasi un gioco, per scoprire tra i sette Chardonnay proposti, il nuovo inebriante sapore di Troy e il suo profumo, preludio di-vino.

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Svelata l’identità del nuovo Chardonnay di Montagna, la serata prosegue con le deliziose portate del ristorante Al Ceppo.  Ogni piatto, dall’antipasto al dolce, è accompagnato da uno o più prelibati vini firmati Cantina Tramin, dal cuvée Stoan 2016 al pinot nero Maglen 2015, passando chiaramente dall’ultimo arrivato Troy, protagonista indiscusso della serata.

In tavola si abbina a carpaccio di pesce, salmone marinato o capesante; primi piatti saporiti come un risotto al limone o un tagliolino al tartufo oppure piatti della tradizione alpina, come canederli ai funghi, Salmerino di Fontana al forno, tartara di vitello o formaggi di capra.

Per la prima edizione di Troy è stata scelta la vendemmia 2015, annata eccellente per i vini bianchi dell’Alto Adige. Lo Chardonnay di Montagna è un vino dal colore dorato con un’intensità e un’ampiezza di profumi che svelano immediatamente la propria origine, con delicati sentori floreali e d’agrumi, sensazioni di frutti tropicali, come mango, banana e melone galia, note di camomilla e menta e un tocco di mandorla. In bocca domina la freschezza e una piacevole mineralità salina, con un finale lungo sui toni minerali e sensazioni retro olfattive tropicali e di nocciola tostata. 

Cantina Tramin (6)

Wolfgang Klotz, direttore commerciale di Cantina Tramin spiega:
“Lo Chardonnay  è la varietà con cui si producono alcuni tra i più grandi vini bianchi del mondo, ma al tempo stesso è anche una tra le più diffuse ad ogni latitudine. Un vitigno che ci fornisce spettacolari esempi di versatilità e che noi vogliamo arricchire con la nostra interpretazione: un’inconfondibile espressione della terra alpina in cui viviamo”.

Troy ha rapito il palato di noi romaoriani, e a giudicare dai calici completamente vuoti e prosciugati di tutti gli altri invitati alla degustazione, conquisterà sicuramente anche il mercato vinicolo italiano e internazionale! 

CONTATTI:
http://www.cantinatramin.it
Strada del Vino 144, 39040 Termeno (BZ)
+39 0471 096633
info@cantinatramin.it

La Vendemmia di Roma 2018: torna l’evento più atteso dagli amanti del buon vivere

La Vendemmia di Roma 2018

La prima edizione è stata un successo e c’era da aspettarselo. Adesso, è tempo di replicare e fino al 20 ottobre è di nuovo tempo de “La Vendemmia di Roma“, la manifestazione che nasce sul medesimo format di via Monteleone a Milano e da settimane molto attesa dagli amanti del buon vivere.

Zenato e Alberta Ferretti

Le boutique del lusso che incontrano le etichette più prestigiose, permettono di regalarsi una degustazione in un contesto assolutamente unico ed entusiasmante e questa volta in primo piano ci sono anche diversi importanti brand del centro storico capitolino. L’iniziativa organizzata da KRT, si è dunque estesa non solo su Via Dei Condotti, ma anche su Piazza di Spagna, Via Borgognona, Largo Goldoni e Piazza San Lorenzo in Lucina con le Boutique associate, hotel e ristoranti che hanno preso parte all’originale kermesse.

La Vendemmia di Roma @Federico Zanotti

Un ritorno dai grandi numeri

Si attendono folle di cittadini (circa 50k d’inviti) pronti a prendere parte all’evento che a Roma bigger & better coinvolge, dunque, cinque aree territoriali per unire i settori come moda e lusso e, sorseggiando, dare una visione d’insieme della potenza del Made in Italy su più fronti, dentro e fuori i confini nazionali. Sono previste per l’occasione, anche esperienze enogastronomiche e culturali.

Se la scorsa volta sono state registrate ben 8000 presenze in due ore di cocktail, questa volta è stato esteso l’orario per creare un maggior passaggio di visitatori e anche di vendite. Dodici mesi fa, infatti, gli acquisti hanno coperto il 75% dei negozi, con ingressi record dai volumi imponenti, come Gucci che ha registrato 1400 ingressi e Hermès con oltre 1000 clienti, ora l’idea è di aumentare queste rosee premesse.

Vendemmia vetrina - @Federico Zanotti

Da dove nasce l’idea

Da La Vendemmia di Parigi a Montmartre, “La Vendemmia” è arrivata a Milano nove anni fa da Montenapoleone District e ora sbarca per la seconda volta nella Città Eterna. Per l’occasione verranno anche aperte diverse dimore storiche e palazzi privati, più 60 boutique, numerose cantine e almeno 100 etichette italiane che hanno avuto più di 93 punti per dieci anni consecutivi.

Essendo, infine, il mercato del lusso italiano assorbito per il  30% dal mercato dei cinesi, è un partner indispensabile alla Vendemmia la Fondazione Italia-Cina e, tra le novità, anche l’informatizzazione ad personam dell’evento con un  sito funzionale (www.lavendemmiaroma.it) ma anche una nuova app, disponibile sia nella versione iOs che Android.

Un modo, insomma, per non perdere nessun evento in programma. Da sottolineare che Global Blue Italia, ha pensato di coinvolgere i suoi ospiti con una esperienza multisensoriale unica chiamata “D-Table Wine Experience”.

In questo modo, verranno uniti i  i sapori eccellenti dei vini della cantina Tramin e l’innovazione tecnologica garantita dal D-Table, il tavolo interattivo realizzato dal designer Danilo Cascella. Assaggiando i vari vini, si potranno nel frattempo,  esplorare, grazie al multitouch, le cantine e i vigneti Tramin.

 

Il programma

Boutique

Giovedì 18 ottobre, dalle 19.30 alle 22.30, le principali location del “distretto del Lusso” romano ospiteranno cocktail party e straordinarie degustazioni di vini del Comitato Grandi Cru d’Italia. Potranno accedere i  possessori di VIP Pass e i clienti invitati dagli store aderenti.

 

Nelle giornate di Venerdì 19 e Sabato 20 ottobre, i Brand partecipanti omaggeranno gli invitati con servizi ad personam, tra cui: drink di benvenuto, Sales assistant dedicato, consegna degli acquisti in hotel o presso l’abitazione, apertura straordinaria su richiesta (escluse le gioiellerie).

Luxury Hotels

Buona parte dei brand aderenti, allestiranno per la serata di giovedì 18 ottobre le lounge VLE dedicate agli invitati degli sponsor. Un corposo team di hostess e steward accoglierà gli ospiti per un cocktail privato e li accompagnerà per un Private Drink nelle boutique secondo dei tour creati su misura dei loro interessi. Gli invitati saranno in possesso di un fast track per accesso e potranno dialogare direttamente con il CEO del brand presente in boutique.

Gourmet Restaurants

Fino a sabato 20 ottobre i ristoranti più illustri di Roma, non solo del centro storico, proporranno la loro interpretazione dell’Evento presentando a prezzi fissi (Pranzo € 35,00, Cena € 60,00) il proprio “Menu Vendemmia” con una selezione di piatti tradizionali rivisitati in chiave moderna e comprensivo di un bicchiere di vino della cantina socia del Comitato Grandi Cru d’Italia in partnership con il ristorante selezionato. Sarà, però, necessaria la prenotazione.

Winery Tour

Per tutta la durata dell’evento, i possessori del VIP Pass potranno visitare le cantine della regione Lazio e degustare i loro vini direttamente negli ambienti suggestivi in cui vengono prodotti. Tra queste hanno aderito  la Tenuta di Fiorano, la Tenuta di Pietra Porzia e la Tenuta del Principe Pallavicini. Il servizio è a pagamento e previa prenotazione.

Historic Houses

I possessori del VIP Pass, potranno vivere un’esperienza unica nei palazzi più belli della Capitale di proprietà dei membri delle Dimore Storiche per delle visite private ed esclusive. Questo grazie alla collaborazione con La Vendemmia l’Associazione Dimore Storiche Italiane (ADSI), che riunisce gli oltre 4.500 proprietari di immobili di interesse artistico e architettonico tra i più importanti del Paese.  Il servizio è a pagamento e previa prenotazione.

Tra gli eventi speciali anche, una Cena di Gala placée presso La Lanterna del 17 ottobre e un Luxury Brand cocktail per gli addetti il 19 ottobre.

Terrazza Borromini: vertiginosa bellezza

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Roma è sempre stata più orizzontale che verticale. Perché la Città Eterna si vive e si gode soprattutto sulla sua panciona gonfia di sampietrini sconnessi, devastati dalle buche e dai lavori, lucidati e scivolosi quando piove, romantici e traditori quando porti un tacco. Ai romani e alle romane, ma anche agli stranieri, piace passeggiare tra un aperitivo e l’altro, un evento ed un saluto per strada. Fra tavolini e promesse di feste remote, dove imbucarsi per la notte.

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Negli ultimi anni però il desiderio di salire dal ventre capitolino per essere cullati fra le sue braccia barocche è cresciuto in maniera esponenziale. I tradizionali, e anche un po’ stanchi roof garden da Prima Repubblica, sempre (e per fortuna?) poco frequentati, sono stati affiancati da nuove sfide verticali, alcune piuttosto vertiginose. 

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Il caso più emblematico, e forse anche la più bella di Roma in questo momento, è la Terrazza Borromini che oscilla come un veliero sulle onde cinematografiche di piazza Navona.  All’ombra lucente, è proprio il caso di dirlo, della celebre cupola di Sant’Agnese in Agone.

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Lassù, dove una volta si arrampicavano solo suore e colombe, da qualche anno ha aperto uno spazio unico al mondo. Al quarto ed ultimo piano della Galleria D’Arte del Palazzo Pamphilj, incredibilmente incastonato tra campanile, cupola e celebri statue “anti berniniane”.

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Non è uno scherzo. Sacro e profano non sono mai stati così gomito a gomito. Finalmente potrete incrociare dall’alto lo sguardo di pietra terrorizzato del Rio della Plata, uno dei quattro fiumi della celebre fontana del Bernini che teme il cedimento della facciata del rivale sulla testa. O toccare con mano la statua della giovane santa che volta di proposito la testa. Si entra da via dell’Anima. E se lo fate per la prima volta, preparatevi ad un vero colpo di scena, continuando a salire (oltre il piano ristorante). 

La vista mozzafiato lascia imbambolati per un po’ mentre si cercano e s’indovinano i profili della città come fossero cime ineguali di montagne manzoniane. Del resto siamo nell’ombelico di Roma. Inchinati come sempre ai tramonti di fuoco sul Cupolone.

 

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Il quartiere intorno a piazza Navona, che in epoca romana era occupata dallo stadio voluto dall’imperatore Domiziano, non è poi così cambiato dagli incontri romantici di Sofia Loren e Marcello Mastroianni di Ieri, Oggi e Domani dei primi anni 60, sull’attico con vista.

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Lì, di fronte, dietro quelle ringhierine trasparenti, proprio sopra il giocattolaio de Il Sogno si può controllare quasi cosa combinano a Palazzo Madama, sede del Senato, alle spalle della terrazza che fu di Indro Montanelli.

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Quelli cambiati sono i frequentatori di tali palazzi signorili di illustri famiglie romane. Siamo in cima al Collegio Innocenziano, il ramo del Palazzo Pamphilj dove oltre alla terrazza, con ristorante e cocktail bar,  Eitch Borromini offre suite ricavate in una dimora storica del XVII secolo, che fu abitata da papi, con affacci su chiostro interno, via dell’Anima, e come detto la celebre piazza. Tutto “griffato” da Francesco Borromini.

Eitch Borromini (stanza)

Bellezza, Arte e Storia sono diventate muse a servizio di una moda che in pratica è un business per l’ospitalità. Di altissimo profilo, per non abusare della parola lusso.

Dietro Piazza Navona

L’aspetto popolare, che pulsava nelle viuzze adiacenti ed in parte si può ancora spiare dall’alto sull’orizzonte più nascosto, quello verso Tevere e Gianicolo, risulta in effetti sempre più distante, tramontato definitivamente dietro le candele nelle lanterne, che accompagnano tremanti i nostri drink e i nostri brividi d’amore.

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#RomaOra perfect timing

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Può un Agriturismo essere Gourmet? Tutto è possibile per lo Chef Josè Amici al Monte Due Torri.

Esclusiva, elegante, romantica. Questa l’atmosfera che si respira nella Cantina dell’Agrigourmet Monte Due Torri dello Chef Josè Amici a Genzano di Roma, nel cuore dei Castelli Romani.

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photo credit Andrea Comisi © Photograrc

 

L’esperienza, perché quando si parla di alta cucina la si esperisce, non la si assaggia o la si mangia, si svolge tutta nell’ambiente raccolto e più caratteristico del Monte Due Torri, la cantina circolare: una cisterna romana restaurata che con una cupola pantheonica, crea un ambiente raccolto, intimo e centripeto, in cui odori, sapori e profumi si uniscono in un mulinello di sensazioni. L’acustica dello spazio sferico favorisce lo scambio di idee e di commenti di enogastronomia tecnica tra tutti i commensali del grande tavolo.

L’ambiente complessivo della cantina è molto curato: siamo in una antica cisterna romana, lo spazio è comandato dagli archi in opus listatum che delimitano gli ambienti ed aprono splendide finestre sui tavoli. In tutti gli spazi la luce è soffice, invita ogni ospite al proprio momento di relax in perfetto stile country-elegant contemporaneo, tra vetrine con antichi attrezzi per la spremitura dell’olio, la cantina con i vini del Lazio ancora nuova e poco polverosa, e le lampade Arco sui tavoli più piccoli. Lo spazio in totale accoglie un massimo di 12 ospiti.

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photo credit Andrea Comisi © Photograrc

L’accoglienza a base di bollicine laziali, è servita dal giovane ed elegante personale di sala, che introduce alla prima sorpresa dello chef Amici: i fermaposto sui tavoli prendono vita e diventano crackers di basilico e polvere di pomodoro, ispirati ai tagli nelle tele di Fontana, mentre grissini lunghissimi, inarcati verso l’ospite come canne da pesca, catturano ogni tipo di acquolina.

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photo credit Andrea Comisi © photograrc

Già dall’antipasto ci si ritrova catapultati in un’esperienza sensoriale. Si comincia con un omaggio ai colori e ai sapori nazionali: gnocco e panzerotto si schierano al fianco di soffici nuvolette di riso tricolori, il tutto arricchito da gocce di maionese biologica. Segue un colorato Gambero di fiume panzanella e burrata, un piatto che insegna ai palati le diverse consistenze delle sue materie prime.

Gnocco & Panzerotto
photo credit Andrea Comisi © photograrc

Antipasto Tricolore
photo credit Andrea Comisi © photograrc

La seconda sorpresa è servita dal sommelier insieme a tutto il personale: entrano in sala per riempire l’ambiente di un profumo magico di pane di Genzano, servito a tavola in due tipologie di paninetti, per poter degustare e accompagnare l’olio della casa. L’incertezza è breve, l’olio si degusta, ma la scarpetta si assapora.

Il primo arriva come una composizione minimale di colori su piatto nero, è il Raviolo di baccalà e ‘nduja, un omaggio al pittore Hans Hoffman. Lo chef ha una passione molto chiara e realizza creazioni, ma piatti di arte contemporanea.

 

Con il secondo, il Piccione frollato in fieno di camomilla, peperoni con idromiele e fondo caccia, lo chef sfodera le sue migliori cartucce, servendo il suo piatto forte. Una carne delicata e dal sapore veramente preciso, distinto, incapace allo stesso tempo di coprire il resto. Un piatto dalle precise gerarchie, una sensazione per il palato davvero sorprendente.

Piccione frollato

Il dolce è un capolavoro di artigianato, il Simposio dello Chef, il quale sul finale, entra in sala per le presentazioni e per completare la sua scultura culinaria, aggiungendo al piatto dei lamponi fucsia in azoto liquido. Fuochi d’artificio nella testa, caldo e freddo, croccante e morbido, la granella di pistacchio con la polvere di cioccolato. Un’esperienza, un piccolo viaggio. Davvero.

Simposio dello Chef

La buonanotte viene servita anche lei dallo chef, che ci saluta sotto gli archi di mattoncini rossi, regalandoci l’ultima sorpresa: un cartoccio con un krapfen caldo, per poter accompagnare anche la colazione del giorno dopo e rendere l’esperienza davvero indimenticabile.

Contatti:

CANTINA “MONTE DUE TORRI GOURMET”

Via Montegiove Nuovo, 77, 00045
Genzano di Roma (RM)

+39 / 069363276

 info@monte2torrigourmet.it