Maker Faire Rome 2019: un altro successo

Numeri e curiosità dell’ultima edizione di Maker Faire Rome

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Maker Faire Rome makes more success.

Roccia Lunare

Sempre di più. Verso lo Spazio e oltre. Si è da poco conclusa alla Fiera di Roma (ma non solo) la settima edizione di Maker Faire Rome – The European Edition,  l’evento europeo più importante dedicato all’innovazione tecnologica, ed i suoi numeri continuano a crescere.

Tre giorni di manifestazione. Oltre 100 mila le presenze totali; più di 28mila studenti che hanno partecipato all’Educational Day del venerdì, 25mila tra studenti ed insegnanti hanno partecipato alle attività didattiche nell’area #YoungMakers della fiera.

Grande afflusso di pubblico riscontrato anche nell’area SporTech, una delle novità di questa edizione: solo negli stand dedicati a sport e tecnologia si sono, infatti, affollati oltre 8mila partecipanti impegnati a fare sport.

Il focus di Maker Faire risulta ovviamente l’innovazione tecnologica. Per esempio a servizio dell’Architettura, della sostenibilità, del lavoro che svela l’enorme potenziale dell’Intelligenza Artificiale.

Molto importante la parte a servizio della medicina come tutta l’area Sanofi e il #MaketoCare. Per non parlare del settore dedicato allo Spazio (#MakersForSpace vi basta guardare la foto che abbiamo messo in copertina) o quello su #AgriFoodMaker.

A noi di RomaOra piacciono particolarmente le idee che migliorano la qualità della vita in città e nei trasporti. Come questa brillante proposta per affrontare la pioggia in bicicletta.

O quella anche più utopica di offrire ricompensa economica in cambio di pedalate ecologiche.

E ancora la poetica visione della partecipazione cittadina nella manutenzione e nel cambio di prospettiva nell’uso dei giardini pubblici.

Abbiamo anche incontrato per caso il Sindaco Raggi, ancora una volta presente, qui con il proprio figlio, e siamo riusciti a scambiarci due parole.

Bella, curiosa e divertente anche tutta la parte #MakerArt che in ogni padiglione offriva una parentesi artistica di notevole interesse.

Chiudiamo con le parole del Presidente della Camera di Commercio di Roma (che organizza l’evento attraverso la sua azienda speciale Innova Camera), Lorenzo Tagliavanti:

“Anche quest’anno i dati sull’affluenza sono stati eccezionali ma ciò che mi preme sottolineare è l’altissimo livello qualitativo dei progetti esposti, che permettono a questa fiera di essere ormai considerata una piattaforma di incontro irrinunciabile tra scienza, accademia, grandi e piccole imprese, imprenditori, professionisti, nonché appassionati di tecnologia, famiglie e studenti”.

Inutile aggiungere che i numeri social fanno anche più impressione. Stiamo parlando di record, con picchi intorno ai 9 mln di reach.

Noi di RomaOra siamo stati costante presenza in questa edizione. Molto felici di partecipare e raccontare il più possibile di quello che abbiamo visto, come sempre, dal vivo.

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E’ arrivato Circ: i monopattini elettrici finalmente a Roma.

Li abbiamo provati in anteprima. Ecco le nostre impressioni.

Circ - Roma

Questa volta si fa sul serio.

Qualche mese fa, in giro per Roma centro, avevamo incontrato (e pure usato) alcuni monopattini elettrici in sharing. I cosiddetti e-scooter.

Si trattava, in effetti, degli stessi nomi che avevamo “vissuto” a Parigi, con delle piccole differenze. Tuttavia ci sono state importanti novità (e si attendono quelle definitive) sulla regolamentazione urbana di Roma e quei monopattini sono scomparsi.

In questi giorni però c’è stato il primo vero sbarco di una cospicua flotta di monopattini nella capitale. Circ, società di micro-mobilità (leaeder europeo contro i colossi americani), con all’attivo un servizio di monopattini in sharing in 40 città e 13 paesi d’Europa, è infatti pronta alla sfida romana.

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Una bella sfida. Che noi di RomaOra promuoviamo e rilanciamo ovviamente con fiducia e passione. Le ragioni sono le stesse che trovate nel post di Parigi. La battaglia è sempre quella: rivoluzionare il concetto di traffico soprattutto nel centro della città.

Dire addio alla macchina privata, usufruire di ogni alternativa valida che faciliti gli spostamenti, ti renda “snello” e “pulito”, silenzioso e sostenibile, abbatta la ricerca del parcheggio, recuperi le geometria delle distanze autentiche…

Insomma lo sapete: il futuro

Lo ripeto. Nonostante, proprio in settimana, esca sul Corriere della Sera un pezzo a firma Alessia Cruciani, che sottolinea gli ostacoli di questo nuovo business. Più avanti affronteremo le stesse tematiche*, che non bastano certo a bocciare questi progetti: anzi.

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Quelli di Circ sono stati così gentili da offrirci un test-drive in anticipo, nel deposito privato. La warehouse che ospita i monopattini, anche per la loro ricarica. Mentre si aspetta la decisiva voce dal comune di Roma, che chieda un numero minimo ed un numero massimo di veicoli per ogni azienda. Loro sono pronti. Prontissimi.


Dunque.

Ed eccoci qui, prove fatte, anche su Instagram. veniamo al dettaglio.

 

Il monopattino rispetto a quelli sopra descritti, è un po’ più grosso, le ruote sono piene, senza camera d’aria, e “cave” per assorbire meglio gli urti. L’esempio è stato quello di Lisbona. Fra le prime domande a fine post sul modello parigino, c’era proprio quella sul manto stradale romano. Purtroppo ormai celebre nel mondo…

Perciò ruote più larghe che garantiscono una stabilità migliore, freno anteriore e posteriore, pedana e telaio rinforzati, doppio ammortizzatore idraulico anteriore e posteriore, pneumatici e sospensioni rinforzati, doppio freno elettrico e meccanico.

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La velocità è limitata a 20km/h, cosa buona e giusta, secondo noi. Sarebbe da applicare anche a tutti gli altri mezzi che circolano nel centro. Non occorre correre infatti, e piantare frenate, ma andare uniformi. Si arriva prima.

L’app (Android e Apple) è facile, intuitiva e funzionale. Elemento fondamentale perché il sistema funzioni e si faccia preferire ai competitors.

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Costi

Come già scritto per gli altri e-scooter, non si possono definire mezzi “economici”. Non lo sono. Non sono giocattoli. Sono gioiellini, e come tali vanno tutelati. Soldi ben spesi.

Non è comunque ancora definito. Per darvi un’indicazione a Milano, durante la fase di test, il costo era di 1 euro lo sblocco e 19 c al minuto.

Il consiglio è comunque sempre quello di non prenotarli, che di norma aggiunge altro debito. Prendeteli “al volo”.

Regole

Qui ci sono, crediamo, le risposte più interessanti. Soprattutto per Roma.

Anche rifacendoci all’esperienza un po’ troppa anarchica dei precedenti esperimenti (quelli che poi fanno scrivere alla Cruciani dei rischi possibili).

la frenata dei monopattini2

Il casco è consigliato, ma non è obbligatorio. Si viaggia solo singolarmente. E fin qui tutto come prima. Ma è nel rilascio del mezzo che si farà più attenzione. Proprio per i problemi che possono nascere in una città come Roma. Ricordate il fallimento dell’ultimo bike sharing?

Circ sta studiando le zone romane facendo ben attenzione alle anse del Tevere. Non si potrà lasciare il monopattino ovunque. Sul marciapiede, sì, stando attenti a non intralciare il traffico pedonale, solo in alcune aree. Inoltre, parte della flotta verrà ritirata ogni notte.

Non solo. Circ ha avviato un rapporto di collaborazione con il Laboratorio di Ingegneria dei Trasporti dell’Università di Roma Tre per sviluppare una serie di attività per indagare le potenzialità della micro-mobilità elettrica tramite monopattino e i suoi riflessi sul contesto urbano della città di Roma.

Ciò che rende distintiva dunque la proposta di Circ è il controllo diretto delle operation e della supply-chain e la possibilità di intervenire direttamente sul prodotto, adattandone le caratteristiche tecniche e le dotazioni alle esigenze di ogni contesto urbano. Dal design alla produzione, dalla manutenzione fino all’erogazione del servizio, Circ gestisce infatti direttamente ogni aspetto della nuova soluzione. sottolinea

Tommaso Giacchetti, City Manager di Circ a Roma, ha dichiarato:

“Quella di Roma è certamente una sfida molto importante per Circ, da diversi punti di vista. Riteniamo però che la nostra esperienza internazionale, la capacità consolidata di gestire il servizio in contesti urbani molto complicati in tutta Europa, ci accreditino nella maniera migliore per candidarci ad essere un partner affidabile e serio per Roma Capitale nel grande progetto di sviluppo condiviso e sostenibile della micro-mobilità della città”.

Gli fa eco, Matteo Corasaniti , Director of Operations – Circ Italy.

“L’Italia è per Circ un mercato strategico e dalle grandi potenzialità su cui l’azienda ha continuato ad investire durante questi mesi di continuo dialogo con le Istituzioni che si sono impegnate a promuovere questa nuova forma di micromobilità. Auspichiamo ora che il lavoro svolto in questi mesi accanto ai Comuni produca, a stretto giro, un’introduzione del servizio che sia virtuoso e che tenga conto delle reali esigenze dei cittadini e del decoro urbano”.

Le Alpi di Roma

Non è la prima volta che le celebriamo, ma ogni volta ci dotiamo di uno zoom superiore.

Il consiglio per gli appassionati di diverse prospettive, che sui social raccogliamo in #ProspettivaDiversa, non cambia. In queste giornate di fine inverno e incredibile nuova luce, soprattutto quando tira il vento da nord ovest, fate un salto al Gianicolo, in uno dei punti di osservazione più belli (se non il migliore, verso Nord-Est) e suggestivi su Roma.

Dal Fontanone poi un vero spettacolo. Montagne bianche che fanno da sfondo all’ingombrante Altare della Patria, alla Torre delle Milizie, alle cupole di Santa Maria Maggiore ma anche a quelle di Sant’Agnese e di San Carlo, o alle torrette solitarie dell’Accademia di Francia. Se scendente un paio di curve, potrete incontrare anche suggestivi sfondi montanari per San Giovanni e Campidoglio.

Le montagne dovrebbero essere il celebre Terminillo (quello “dietro” Villa Medici), Monte Velino e Monte Morrone, il Monte della Duchessa e il Monte Sirente. Attendiamo dai lettori conferme, smentite o altri suggerimenti.

Altre foto e ovviamente la diretta su

© by Marco Fiocchi with Nikon Coolpix B700 60X

Capodanno Cinese a Roma, una festa senza precendenti.

Tutti i dettagli della lunga celebrazione per il Capodanno Cinese a Roma

Liu Bolin – Colosseo


La Cina a Roma diventa sempre più importante. Non solo per presenza nel tessuto cittadino, ma anche e soprattutto per turismo.

Ecco perché la capitale prenderà ancora una volta parte alle festività mondiali legate alla Chinese New Year Celebrationdal 2 al 10 Febbraio ma stavolta lo farà come mai precedentemente fatto nella sua recente storia.

In particolare il Centro storico renderà omaggio al turismo orientale incentivando il flusso di clienti asiatici e concentrando in una settimana unaserie di iniziative legate al Capodanno Cinese. 

Ricalcando parzialmente le orme ed il successo de La Vendemmia, la festa si muoverà su più livelli, con diverse partecipazioni. In concomitanza con l’evento, infatti, e nell’ottica di creare un forte connubio tra arte, fashion e lusso, saranno esposte all’interno di alcune tra le più prestigiose boutiques del luxury district, opere fotografiche di Liu Bolin: una sorta di “mostra diffusa” con circa 30 esemplari selezionati tra gli scatti realizzati a Roma e dedicati alla Pop Art. 

Liu Bolin – Family

Liu Bolin viene spesso considerato l’artista della moda e del lusso, con all’attivo, tra gli altri, prestigiose collaborazioni con Valentino, Moncler, Tod’s, Ruinar… Sono ormai famosi i suoi autoritratti fotografici caratterizzati dalla fusione del suo corpo con l’area circostante attraverso un accurato body-painting. La sua arte e le sue opere sono conosciute in tutto il mondo e Roma, come altre metropoli, lo aveva celebrato in una recente mostra al Vittoriano. 



L’artista contemporaneo è stato scelto dall’eclettico e validissimo Andrea Amoruso Manzari, promotore di questo format legato al mondo del lusso dopo la Vendemmia (KRT™) che ha in serbo anche un’altra magnifica sorpresa per il cuore di Roma, e che vi racconteremo prestissimo.


Liu Bolin rappresenterà dunque questa edizione del Capodanno Cinese, quale collante ideale per legare la Cina con la moda e la Città Eterna, rappresentando allo stesso tempo identità culturale della popolazione orientale ed internazionalità dell’evento in sé. Arriverà a Roma il 7 febbraio per una live performance, con la produzione di uno scatto creato appositamente dall’artista per l’occasione, presso la Galleria Borghese (ore 19.00). 



A seguire l’art live performance, un cocktail su invito alla presenza dell’artista, durante il quale si berrà unicamente Carpineto con alcuni vini signature della prestigiosa griffe toscana tra le top 100 mondo per Wine Spectator, molto nota anche proprio nel mercato orientale.

Dogajolo

“Siamo felici di essere partner della Chinese New Year Celebration con alcuni dei vini che meglio sposano proprio la cucina orientale e fusion gourmet”, ha dichiarato Antonio Michael Zaccheo produttore di Carpineto Grandi Vini di Toscana

Hotel Plaza – Roma

Lunedì 4 febbraio, dalle 10.00 alle 13.00, sarà invece la volta del Grand Hotel Plaza di Roma che ospiterà un importante appuntamento formativo, dedicato alla stampa e agli operatori del mondo della consulenza e dei servizi alla moda e al lusso, in collaborazione con i partner dell’iniziativa: WeChatFondazione Italia CinaIl Sole 24 oreDigilat Retex e Stamp, la nuova realtà del mondo del tax refund. In tale ambito verranno affrontati argomenti tecnici, statistici, comportamentali e funzionali indispensabili per migliorare le performance di vendita e di servizio alla clientela cinese. La scelta del Grand Hotel Plaza, uno degli hotel più storici e prestigiosi di Roma, si associa ai servizi della struttura adeguati ai clienti cinesi fin dal 2009, all’avanguardia e all’insegna della loro specifica sensibilità culturale e artistica.

“La Cina è il primo acquirente internazionale del settore fashion & lusso in Italia con il 34% di presenze all’anno – ha affermato Andrea Amoruso Manzari – quindi organizzare un evento legato al mondo del lusso per la Cina è un atto indispensabile di riconoscenza il cui obiettivo è quello di offrire una shopping experience unica e taylor made per il mercato cinese. Lo stesso format che presentiamo nella Capitale è stato adottato in contemporanea anche da Milano, in collaborazione con l’Associazione Montenapoleone”.

La Festa di Primavera, conosciuta all’estero come Capodanno Cinese, è la più importante festività annuale in Cina, ed è paragonabile alle festività natalizie dei paesi occidentali. Festeggiare un anno di duro lavoro, riposarsi e rilassarsi con la propria famiglia, augurandosi che l’anno successivo sia fortunato e prospero, secondo la credenza che un buon inizio porti fortuna e successo professionale durante il corso dell’anno, sono i preamboli di una tradizione che trae le sue origini dalle antiche civiltà agricole cinesi e dai loro desideri di un buon raccolto.  

Da non dimenticare, che questo, sarà l’Anno del Maiale.

Il maiale è l’ultimo animale dello zodiaco cinese.  Gli altri in ordine sono: Topo, Bue, Tigre, Coniglio, Drago, Serpente, Cavallo, Capra, Scimmia, Gallo, Cane e appunto Maiale. Dodici il totale. Secondo il calendario tradizionale cinese, infatti, ogni anno è rappresentato da un animale, seguendo cicli di 12 anni.

Le persone nate sotto il segno del Maiale sono diligenti, compassionevoli e generose.  Dotate di grande concentrazione e determinazione. Raramente, sospettose, spesso tendono ad essere troppo ingenue. Riescono comunque a mantenere una relativa calma di fronte alle difficoltà. Hanno un  grande senso di responsabilità che li porta a finire sempre quello che hanno iniziato

Il 2019 è l’anno del Maiale  così come lo sono stati il 1923, 1935, 1947, 1959, 1971, 1983, 1995 e il 2007. Il prossimo anno del Maiale sarà nel 2031. 

ROME CHINESE NEW YEAR CELEBRATION è un’iniziativa ideata e organizzata da Andrea Amoruso Manzari per KRT™, in collaborazione con l’Ufficio Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Popolare della Cina in Italia, Comune di Roma Municipio I Roma Centro, Fondazione Italia – Cina, BoxArt, Moutai, Arthemisia, Grand Hotel Plaza, 88 Baijiu, Associazione via Condotti, Valverde, Carpineto Grandi Vini Toscana.

Pagina FB: Rome Chinese New Year
Pagina IG: Romechineseny
Infoline: eventi@krt.agency/info@krt.agency – +39 06 45582490

Eataly Roma: l’appetito #TuttoNuovo

Eataly TuttoNuovo

All photos credit Andrea Comisi © Photograrc

“Stiamo di buonumore perchè un piatto cucinato e servito con un sorriso sincero è più buono, perfino più digeribile.”

Proprio all’insegna del 10° comandamento del Manifesto della Buona Ristorazione, si apre il pomeriggio di presentazione di #TuttoNuovo, ovvero degli spazi rinnovati di Eataly Roma, imbattuto come il più grande dei 37 store del gruppo FARINETTI, con una superficie commerciale di 14.000 m2 e un giro d’affari che sfiora i 50 milioni di euro l’anno. Il buonumore era contagioso e sincero, da quello di Andrea Guerra, Presidente esecutivo dal 2016, a quello di Nicola Farinetti, Eataly CEO e fondatore dei 4 store in U.S., che ci hanno guidato nelle meraviglie di ogni nuovo spazio, sorseggiando, assaggiando, degustando insieme a noi.

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IL MONDO EATALY

A 6 anni dalla prima apertura (31 ottobre 2012), la sfida per gli spazi dell’ex Air Terminal di Ostiense ’90, è un investimento di 2 milioni di euro che continua l’obiettivo preciso della filosofia Eataly: offrire al cliente un’esperienza complessa, attraverso prodotti di eccellenza del territorio italiano a prezzi sempre più sostenibili, legati alle storie, ai volti e ai metodi produttivi delle aziende che fanno grande il sistema enogastronomico dell’Italia, associandovi esperienze interattive, dinamiche ed emozionanti.

Comprare, mangiare, imparare sono i pilastri del modello Eataly, che investe su un consumatore capace di mangiare in modo consapevole, limitando al massimo la catena distributiva e creando un contatto diretto con il produttore, nella convinzione fondata che “mangiare bene aiuta a vivere meglio”.

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Il cibo come cultura e l’enogastronomia italiana come patrimonio mondiale da esportare in tutto il mondo, questo lo spirito proattivo e sempre convinto del fondatore Oscar Farinetti. Potrebbe sembrare una celebrazione autoreferenziale tutta italiana, ma non è così: il marchio Eataly, partito da Torino nel 2007, continua il piano di nuove aperture nelle principali città del mondo, progettando per dicembre lo store di Las Vegas, poi ancora Parigi, Verona, Londra, Toronto, Dallas e Kuwait, a seguito del grande successo a Bologna di FICO Eataly World nel 2017.

 

#TUTTONUOVO PIANO TERRA

Se i bazaar di Instabul ispirarono l’idea iniziale di Farinetti, il concetto di #TuttoNuovo con la filosofia Eataly sperimentano una nuova idea di mercato: 13.000 referenze, 5 ristoranti autentici, nuovi laboratori di produzione a vista e al piano terra, affianco alla nuova Caffetteria Illy e alla pasticceria Le sicilianedde, il nuovo Pop-Up store di Ikea, esperimento di negozio urbano con cui il brand svedese conta di aumentare la complessità dell’esperienza Eataly, proponendo accessori da cucina, progettazione assistita e punto di ritiro per acquisti on-line. Mangiare non deve sembrare più così facile, ma rimane indiscutibilmente molto divertente.

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Eataly Tutto Nuovo significa nuovi spazi cui si sta lavorando da mesi, continuando al piano terra con il Mercato dei Produttori, vera piazza del paese intorno a cui si sviluppa un’offerta di street food che va dalla Pizza alla pala della Panetteria di Eataly, all’Orto in apecar che prepara zuppe, centrifugati e succhi di stagione a km 0. Il mercato dei produttori, ora più ampio e fruibile, è un luogo di incontro e scambio di saperi e tradizioni laziali, dove acquistare dalle mani di chi produce le eccellenze da portare in tavola.

 

#TUTTONUOVO PIANO 1

La nuova Gastronomia con il panino più venduto di Eataly a New York, la pasta fresca di Mauro Secondi, uno dei migliori pastai di Roma, il nuovo caseificio di Roberto Battipaglia, coraggioso imprenditore casertano che propone un luogo in cui assistere alla produzione di mozzarelle e burrate, da assaggiare ancora calde, il nuovo Ristorante della pasta e della pizza, che propone piatti autentici grazie alle farine bio macinate a pietra del Mulino Marino, la pasta di Gragnano, l’olio evo Roi. Impossibile non dissetarsi nei nuovi spazi in stile factory della Nuova Birreria con produzione a metri 0 di circa 50.000 litri di birra artigianale l’anno, con un sistema che prevede il passaggio visibile dalla produzione al tank e dal tank al bicchiere.

In bottiglia una selezione dall’Italia e dal mondo di più di 400 tipologie di birre, proposte da bere subito o da portare via. In abbinamento una proposta del vicino Mauro Secondi per la pizza al padellino, con farine del Mulino Marino 50% Buratto, 50% Maritoba, lievitata 24 ore, stesa nel tegamino direttamente e lasciata ancora lievitare, per poi essere farcita con salumi e formaggi e cotta nel forno rotante a 380°.

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#TUTTONUOVO PIANO 2

La Nuova Cuopperia di Pasquale e Gaetano Torrente, i re del fritto, primi in Italia con il loro locale a Cetara, provincia di Salerno, portano al secondo piano tutti i profumi della Costiera Amalfitana, comodamente proposti nel caratteristico cartoccio di carta paglia, il cuoppo take away.

I sapori della tradizione si mescolano velocemente a quelli dell’innovazione, con il ristorante Terra, nato dalle già sviluppate due esperienze a Eataly Los Angeles e a Eataly Boston. Terra, fuoco e natura sono gli elementi che ispirano il concept del ristorante, mettendo in rapporto diretto il prodotto con la sua lavorazione e con la sua origine. Domina lo spazio in stile eco-chic la scenografica griglia di 3 metri, fatta a mano, per le cotture protagoniste di Terra, con carbone naturale 100% italiano, e filiera corta dal banco alla tavola: carne de La Granda e pesce freschissimo delle Cooperative di Anzio e Civitavecchia, il Crudo di pesce Eataly, le verdure del Mercato dei Produttori al piano terra. Quasi 100 coperti, per 300 etichette di vini e una carta completa dall’antipasto al dolce, Terra è un ristorante in cui stare in modo informale, condividendo un concetto di ristorazione nato oltre oceano e dalle forti potenzialità per il futuro.

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“Prima la materia prima. Siamo fanatici della materia prima, cerchiamo la qualità assoluta, fatta di rispetto della terra, degli alberi, degli animali, di freschezza e di identità”.

1° comandamento del Manifesto della Buona Ristorazione, aggiungerei io Ritrovata e Rinnovata.

 

La Vendemmia di Roma 2018: torna l’evento più atteso dagli amanti del buon vivere

La Vendemmia di Roma 2018

La prima edizione è stata un successo e c’era da aspettarselo. Adesso, è tempo di replicare e fino al 20 ottobre è di nuovo tempo de “La Vendemmia di Roma“, la manifestazione che nasce sul medesimo format di via Monteleone a Milano e da settimane molto attesa dagli amanti del buon vivere.

Zenato e Alberta Ferretti

Le boutique del lusso che incontrano le etichette più prestigiose, permettono di regalarsi una degustazione in un contesto assolutamente unico ed entusiasmante e questa volta in primo piano ci sono anche diversi importanti brand del centro storico capitolino. L’iniziativa organizzata da KRT, si è dunque estesa non solo su Via Dei Condotti, ma anche su Piazza di Spagna, Via Borgognona, Largo Goldoni e Piazza San Lorenzo in Lucina con le Boutique associate, hotel e ristoranti che hanno preso parte all’originale kermesse.

La Vendemmia di Roma @Federico Zanotti

Un ritorno dai grandi numeri

Si attendono folle di cittadini (circa 50k d’inviti) pronti a prendere parte all’evento che a Roma bigger & better coinvolge, dunque, cinque aree territoriali per unire i settori come moda e lusso e, sorseggiando, dare una visione d’insieme della potenza del Made in Italy su più fronti, dentro e fuori i confini nazionali. Sono previste per l’occasione, anche esperienze enogastronomiche e culturali.

Se la scorsa volta sono state registrate ben 8000 presenze in due ore di cocktail, questa volta è stato esteso l’orario per creare un maggior passaggio di visitatori e anche di vendite. Dodici mesi fa, infatti, gli acquisti hanno coperto il 75% dei negozi, con ingressi record dai volumi imponenti, come Gucci che ha registrato 1400 ingressi e Hermès con oltre 1000 clienti, ora l’idea è di aumentare queste rosee premesse.

Vendemmia vetrina - @Federico Zanotti

Da dove nasce l’idea

Da La Vendemmia di Parigi a Montmartre, “La Vendemmia” è arrivata a Milano nove anni fa da Montenapoleone District e ora sbarca per la seconda volta nella Città Eterna. Per l’occasione verranno anche aperte diverse dimore storiche e palazzi privati, più 60 boutique, numerose cantine e almeno 100 etichette italiane che hanno avuto più di 93 punti per dieci anni consecutivi.

Essendo, infine, il mercato del lusso italiano assorbito per il  30% dal mercato dei cinesi, è un partner indispensabile alla Vendemmia la Fondazione Italia-Cina e, tra le novità, anche l’informatizzazione ad personam dell’evento con un  sito funzionale (www.lavendemmiaroma.it) ma anche una nuova app, disponibile sia nella versione iOs che Android.

Un modo, insomma, per non perdere nessun evento in programma. Da sottolineare che Global Blue Italia, ha pensato di coinvolgere i suoi ospiti con una esperienza multisensoriale unica chiamata “D-Table Wine Experience”.

In questo modo, verranno uniti i  i sapori eccellenti dei vini della cantina Tramin e l’innovazione tecnologica garantita dal D-Table, il tavolo interattivo realizzato dal designer Danilo Cascella. Assaggiando i vari vini, si potranno nel frattempo,  esplorare, grazie al multitouch, le cantine e i vigneti Tramin.

 

Il programma

Boutique

Giovedì 18 ottobre, dalle 19.30 alle 22.30, le principali location del “distretto del Lusso” romano ospiteranno cocktail party e straordinarie degustazioni di vini del Comitato Grandi Cru d’Italia. Potranno accedere i  possessori di VIP Pass e i clienti invitati dagli store aderenti.

 

Nelle giornate di Venerdì 19 e Sabato 20 ottobre, i Brand partecipanti omaggeranno gli invitati con servizi ad personam, tra cui: drink di benvenuto, Sales assistant dedicato, consegna degli acquisti in hotel o presso l’abitazione, apertura straordinaria su richiesta (escluse le gioiellerie).

Luxury Hotels

Buona parte dei brand aderenti, allestiranno per la serata di giovedì 18 ottobre le lounge VLE dedicate agli invitati degli sponsor. Un corposo team di hostess e steward accoglierà gli ospiti per un cocktail privato e li accompagnerà per un Private Drink nelle boutique secondo dei tour creati su misura dei loro interessi. Gli invitati saranno in possesso di un fast track per accesso e potranno dialogare direttamente con il CEO del brand presente in boutique.

Gourmet Restaurants

Fino a sabato 20 ottobre i ristoranti più illustri di Roma, non solo del centro storico, proporranno la loro interpretazione dell’Evento presentando a prezzi fissi (Pranzo € 35,00, Cena € 60,00) il proprio “Menu Vendemmia” con una selezione di piatti tradizionali rivisitati in chiave moderna e comprensivo di un bicchiere di vino della cantina socia del Comitato Grandi Cru d’Italia in partnership con il ristorante selezionato. Sarà, però, necessaria la prenotazione.

Winery Tour

Per tutta la durata dell’evento, i possessori del VIP Pass potranno visitare le cantine della regione Lazio e degustare i loro vini direttamente negli ambienti suggestivi in cui vengono prodotti. Tra queste hanno aderito  la Tenuta di Fiorano, la Tenuta di Pietra Porzia e la Tenuta del Principe Pallavicini. Il servizio è a pagamento e previa prenotazione.

Historic Houses

I possessori del VIP Pass, potranno vivere un’esperienza unica nei palazzi più belli della Capitale di proprietà dei membri delle Dimore Storiche per delle visite private ed esclusive. Questo grazie alla collaborazione con La Vendemmia l’Associazione Dimore Storiche Italiane (ADSI), che riunisce gli oltre 4.500 proprietari di immobili di interesse artistico e architettonico tra i più importanti del Paese.  Il servizio è a pagamento e previa prenotazione.

Tra gli eventi speciali anche, una Cena di Gala placée presso La Lanterna del 17 ottobre e un Luxury Brand cocktail per gli addetti il 19 ottobre.

Terrazza Borromini: vertiginosa bellezza

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Roma è sempre stata più orizzontale che verticale. Perché la Città Eterna si vive e si gode soprattutto sulla sua panciona gonfia di sampietrini sconnessi, devastati dalle buche e dai lavori, lucidati e scivolosi quando piove, romantici e traditori quando porti un tacco. Ai romani e alle romane, ma anche agli stranieri, piace passeggiare tra un aperitivo e l’altro, un evento ed un saluto per strada. Fra tavolini e promesse di feste remote, dove imbucarsi per la notte.

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Negli ultimi anni però il desiderio di salire dal ventre capitolino per essere cullati fra le sue braccia barocche è cresciuto in maniera esponenziale. I tradizionali, e anche un po’ stanchi roof garden da Prima Repubblica, sempre (e per fortuna?) poco frequentati, sono stati affiancati da nuove sfide verticali, alcune piuttosto vertiginose. 

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#RomaOra in rosa

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Il caso più emblematico, e forse anche la più bella di Roma in questo momento, è la Terrazza Borromini che oscilla come un veliero sulle onde cinematografiche di piazza Navona.  All’ombra lucente, è proprio il caso di dirlo, della celebre cupola di Sant’Agnese in Agone.

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Lassù, dove una volta si arrampicavano solo suore e colombe, da qualche anno ha aperto uno spazio unico al mondo. Al quarto ed ultimo piano della Galleria D’Arte del Palazzo Pamphilj, incredibilmente incastonato tra campanile, cupola e celebri statue “anti berniniane”.

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Non è uno scherzo. Sacro e profano non sono mai stati così gomito a gomito. Finalmente potrete incrociare dall’alto lo sguardo di pietra terrorizzato del Rio della Plata, uno dei quattro fiumi della celebre fontana del Bernini che teme il cedimento della facciata del rivale sulla testa. O toccare con mano la statua della giovane santa che volta di proposito la testa. Si entra da via dell’Anima. E se lo fate per la prima volta, preparatevi ad un vero colpo di scena, continuando a salire (oltre il piano ristorante). 

La vista mozzafiato lascia imbambolati per un po’ mentre si cercano e s’indovinano i profili della città come fossero cime ineguali di montagne manzoniane. Del resto siamo nell’ombelico di Roma. Inchinati come sempre ai tramonti di fuoco sul Cupolone.

 

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Il quartiere intorno a piazza Navona, che in epoca romana era occupata dallo stadio voluto dall’imperatore Domiziano, non è poi così cambiato dagli incontri romantici di Sofia Loren e Marcello Mastroianni di Ieri, Oggi e Domani dei primi anni 60, sull’attico con vista.

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Lì, di fronte, dietro quelle ringhierine trasparenti, proprio sopra il giocattolaio de Il Sogno si può controllare quasi cosa combinano a Palazzo Madama, sede del Senato, alle spalle della terrazza che fu di Indro Montanelli.

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Quelli cambiati sono i frequentatori di tali palazzi signorili di illustri famiglie romane. Siamo in cima al Collegio Innocenziano, il ramo del Palazzo Pamphilj dove oltre alla terrazza, con ristorante e cocktail bar,  Eitch Borromini offre suite ricavate in una dimora storica del XVII secolo, che fu abitata da papi, con affacci su chiostro interno, via dell’Anima, e come detto la celebre piazza. Tutto “griffato” da Francesco Borromini.

Eitch Borromini (stanza)

Bellezza, Arte e Storia sono diventate muse a servizio di una moda che in pratica è un business per l’ospitalità. Di altissimo profilo, per non abusare della parola lusso.

Dietro Piazza Navona

L’aspetto popolare, che pulsava nelle viuzze adiacenti ed in parte si può ancora spiare dall’alto sull’orizzonte più nascosto, quello verso Tevere e Gianicolo, risulta in effetti sempre più distante, tramontato definitivamente dietro le candele nelle lanterne, che accompagnano tremanti i nostri drink e i nostri brividi d’amore.

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#RomaOra perfect timing

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Roma in autunno: comincia lo spettacolo

Da romano “romantico” posso permettermi il pretenzioso ardire di affermare che i mesi più belli per visitare a Roma sono quelli autunnali. Ottobre è il Re dei tre.

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Non si schiatta più dal caldo, senza però dover rimettere cappotti e piumini. La pioggia verrà a salutarvi ma sarà anche più bella Roma, subito dopo, bagnata ed argentata come una principessa al debutto. Le giornate sono abbastanza lunghe ma i tramonti di fuoco arrivano prima ed incendiano gli orizzonti unici della Capitale.

Il primo consiglio da dare è proprio quello di inseguire i panorami romani. Salite su tutte le terrazze e i roof garden. Arrampicatevi su #RomaVerticale.

Roma sui tetti è magica. Perché restare “al livello” degli ultimi piani, permette di osservare in maniera privilegiata i ricami delle cupole, dei monumenti, delle colonne e dei profili degli edifici che si alternano e s’inseguono come in un quadro: un’opera d’arte dal vivo. Qui sotto solo l’ultimo esempio, di una nostra recentissima ascesa.

Inoltre, ovunque saliate, da dovunque vi affacciate, scoprirete una prospettiva diversa. Una #RomaIneguale, come piace chiamarla a noi di RomaOra.it.

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L’aperitivo comunque lo potrete fare poco dopo, anche per la strada, che poi è molto più tradizionale e frequentato, mentre se siete perfino più sentimentali, raggiungete pure i “point of view” più celebri di Roma, come la Terrazza del Pincio, il Gianicolo, il Giardino degli Aranci, L’Osservatorio a Monte Mario, Trinità dei Monti, i Mercati Traianei.. E la Terrazza dell’Angelo a Castel Sant’Angelo (lirismo in tutti i sensi, avete presente La Tosca?).

Castel Sant Angelo

Se siete invece più estremi e volete provare kantiane sensazioni di “sublime visione”, salite ancora più in alto. In assoluto il posto più “verticale” ed impressionante sotto questo aspetto, è diventato l’Altare della Patria, monumento spesso criticato per la sua invadenza fuori luogo nel cuore di Roma.

Da quando però ha aperto gli ascensori panoramici, dopo mille polemiche, il Vittoriano permette una vista mozzafiato proprio al centro della città. Se soffrite di vertigini (circa 70 metri di vuoto sotto di voi) meglio evitare.

L’altro punto ideale per godere di una visione davvero unica di Roma è dalla cima del Cupolone. San Pietro. Dicono che sia una leggenda metropolitana il fatto che il Vaticano (finché dominò Roma) impedisse costruzioni vicine più alte, fatto che sta che i 132 metri della Cupola più famosa del mondo si notano praticamente ovunque da Roma. Così vale alla rovescia. Da lassù, sempre che non siate in troppi, potrete sentirvi veramente l’occhio di Dio.

Tornando a terra, fra peccatori e pellegrini, non voglio rovesciarvi addosso il solito elenco di mostre e musei dove sprecare la freschezza della vostra permanenza romana. Tanto tra chiese, palazzi e monumenti vi verrà presto la sindrome di Goethe. Che non esiste. L’ho appena inventata.

 Praticamente, dopo diversi chilometri di erudizione e ammirazione, avrete voglia di sdraiarvi sulle rovine. Per dormire, fingendo contemplazione.

Goethe a Roma

Ricordatevi di mantenere una posa fieramente intellettuale ed un tantino ellenica mentre vi riposate. E già che ci siete, fateci una capatina alla sua casa romana.

Mi limiterò ad una sola mostra del momento che sta facendo un bel “baccano”. Si tratta di una immersione multimediale negli Impressionisti a Palazzo degli Esami, edificio che potrebbe a breve diventare l’ennesimo albergone di lusso inutile. Quindi anche per questo spicciatevi 

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Se preferite altro non avete che l’imbarazzo della scelta, oltre ovviamente a salutare i grandi classici da visitare, cominciando dai Musei Capitolini per provare a capire meglio chi fossero questi Antichi Romani. Di cui purtroppo abbiamo ereditato solo la vena sarcastico ludico oziosa.

Per rifarvi di ossigeno e ottimismo, però, voglio suggerire un posto magico, ancora abbastanza segreto a Roma. Soprattutto per il turismo di massa.

Si tratta dell’Orto Botanico.

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 Un giardino incantato in una posizione unica. Sopra Trastevere. Sotto al Gianicolo. 

Si entra da via della Lungara verso Largo Cristina di Svezia. La sede è adiacente al Palazzo Riario-Corsini di cui riflette l’assetto del giardino storico, dal 1883. E’ uno dei Musei del Dipartimento di Biologia Ambientale della Sapienza Università di Roma. Si estende su una superficie di circa 12 ha, occupando parte dell’area archeologica denominata Horti Getae costituita, in antico, dalle terme di Settimio Severo.

Ad Ottobre comincia a tingersi di giallo e di rosso in alcune zone, anche perché custodisce piante orientali incredibili, con scenari del tutto impensabili a Roma, che invece potrete “spiare” sempre all’orizzonte. A Novembre poi l’esplosione del #foliage.

E suggerisco anche di fermarvi per un pic-nic “organizzato” da quelli di Vivi Bistrot. Non sempre impeccabile, ma sicuramente una comodità, perché non dovrete portarvi nulla.

Restando sul tema, la scelta del ristorante non sarà facile. Ve lo dico subito. L’unica certezza settembrina è che avrete l’opportunità (ma a Roma capita quasi tutto l’anno) di decidere se mangiare all’aperto o al chiuso.  

Segnalo al volo il primo che mi viene in mente, per evitare ogni rischio di “marchetta”, un angolo delizioso come quello de Il Bacaro, ristorantino poco economico ma (almeno una volta) veramente notevole, nascosto tra Pantheon e piazza Navona, dove v’innamorerete anche se ci mangiate da soli. Magari di un passante. O di voi stessi, come direbbe Oscar Wilde. Senz’altro di Roma.

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Terrazza di Palazzo Montemartini: un aperitivo party per tutto luglio 2018

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Una splendida cornice al tramonto e sotto le stelle, ad evidenziare ulteriormente uno scorcio di quella Città Eterna che è perfetta in ogni angolo. La bellezza di Roma si festeggia a luglio anche dalla Terrazza di Palazzo Montemartini, storico edificio di grande pregio sopra le Terme di Diocleziano.

Per tutto il mese è tempo di party, buona musica e aperitivi all’aperto e proprio ieri, alla serata inaugurale, tanti sono stati i nomi di personaggi famosi (e non solo) che si sono dati appuntamento all’ultimo piano dell’albergo di lusso gestito da Ragosta Hotels Collection.

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Tra i presenti, a gustare gli antipasti dello chef Simone Strano, c’erano tra gli altri: Madalina Ghenea , Francesca Valtorta, Jane Alexander con il musicista Gianmarco Amicarelli,   la conduttrice  Carolina Rey ( incinta) con Roberto Cipullo, Elisabetta Cavalotti,  Lorena Cacciatore , Simona Borioni insieme alla figlia di Sting Fuschia Kate Summer, Eleonora Albrecht,  Blu Yoshimi , i registi Annariite Ciccone  Andrea Manni e tanti altri. 

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Nel cuore della Capitale

Le serate organizzate dall’albergo di lusso in questo mese di piena estate, comprendono tanti drink buoni e particolari. Uno su tutti è il Martini Riserva Speciale Ambrato e tonic e il Martini Negroni cocktail Riserva Speciale Rubino.

Lo Chef Simone Strano, invece, punta su alcuni piatti di grande effetto come il gambero in tempura con salsa agrodolce leggermente piccante, l’hamburger vegetariano con cotoletta di melanzana, pomodoro, ricotta salata e basilico e la mousse di formaggio fresco aromatizzato su bisquit allo scalogno.

La Terrazza Montemartini è aperta al pubblico tutte le sere e, nelle prossime settimane, sono diversi gli eventi speciali in programma svelati giorno dopo giorno.

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Palazzo Montemartini: qualche informazione

Questa struttura di charme, con 82 camere e suite, si trova non lontano dalla Chiesa di Santa Maria degli Angeli ed è stata progettata da Michelangelo. Perfetta come base per escursioni nel centro storico o anche per soggiorni di lavoro, accogli l’ospite con raffinati elementi di high-tech e designmarmi e stucchi originali che si fondono in una cornice unica, moderna e ricercata, completata dal servizio d’eccellenza. Come tutte le strutture del gruppo Ragosta Hotels Colletion, punta sul concetto “Define your lifestyle” per regalare agli ospiti un’esperienza indimenticabile che però rifletta il loro stile di vita. 

IMG_6984 Qui la diretta della “nostra incursione”…

Acquario di Roma: news, curiosità e (probabile) data di apertura

Roma presenta il suo nuovo, avveniristico, progetto. Anzi no. Tra mancate aperture e novità, ecco la storia dell’Acquario più atteso d’Italia

Acquario di Roma, una storia infinita o quasi. Sì perché il Sea Life costruito sotto il laghetto dell’Eur capitolino sarebbe quasi pronto, ma mancano i pesci. Le ultime news confermano una probabile apertura entro il 2019 per tutta la struttura e qualche mese prima per gli spazi espositivi ma, di fatto, nessuna certezza assoluta sull’inaugurazione dell’attesissima maxi-opera della Città Eterna.

Una vicenda lunga e complessa

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Dal progetto alla realizzazione sono passati diversi anni. Nel 2008 le prime indiscrezioni, poi sono partiti i lavori e, da allora, di date ufficiali di apertura dei cancelli al pubblico ne sono state date diverse. Tutte sbagliate, a quanto pare. Il giorno esatto non si sa, anche se i lavori sarebbero conclusi, ma mancano le rifiniture. Le vasche, inoltre, sono da riempire in questo immenso parco acquatico grande in totale ben 18mila metri quadrati, gestiti dalla concessionaria Mare Nostrum. La buona notizia, però, è che sta per partire una specie di pre-opening con eventi a tema per mostrare l’Acquario ai visitatori e poi, da fine estate, anche alle scolaresche con l’idea di sensibilizzarle sul tema del rispetto della fauna marina.

E i pesci?

Questa è la vera nota dolente: nonostante le potenzialità turistiche di un simile spazio espositivo, i problemi non accennano a diminuire. E mentre tutti attendono di osservare le sue sale proiezioni hi-tech, i giochi di acqua e di luce e i relativi effetti, mancano i veri protagonisti, i pesci. Non sono ancora nelle vasche, a causa dei ritardi eccessivi dovuti a permessi varie, rispetto di norme anti-sismiche e relativi costi (oltre 100 milioni di euro di fondi privati). A sistemarli ci penserà al più presto la Merlin Enternainment-Sea Life, mentre pare che l’attesa stia per finire e nel 2019 Roma avrà il suo mega Acquario. Ecco le specie promesse:

I cantieri, infatti, stanno per chiudere e verrà installata l’area commerciale. Nei suoi tremila metri quadrati, dunque, arriveranno tartarughe, anfibi e pesci, molti dei quali verranno proiettati sul pavimento con l’impressione per il visitatore di passeggiare sull’acqua insieme a loro. La curiosità aumenta, per uno spettacolo strabiliante: ma per far abituare le creature marine all’acqua ci vorranno almeno due mesi, con 5mila esemplari e cento specie. Solo dopo questa data sarà possibile pensare di far varcare a cittadini e turisti, le porte dell’Acquario. Ma gli organizzatori ci tengono a specificare che non sarà un regno del divertimento fine a se stesso. La collaborazione con i principali enti di ricerca è stata costante, per proteggere i protagonisti dell’area e aiutare i presenti a capire che il mare va difeso con tutte le sue forme di vita.

Le dirette del pre-opening sulla nostra pagina facebook: