To Good To Go: anche Roma combatte gli sprechi alimentari con una speciale app

Un’app per combattere gli sprechi alimentari alla quale aderiscono diversi nomi noti della ristorazione. Arriva a Roma, Too Good To Go

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Addio agli sprechi alimentari, con un’app rivoluzionaria che è diventata indispensabile per ristoratori e utenti. I primi, infatti, possono mettere in vendita a prezzi ridotti il cibo invenduto a fine giornata e, i secondi, possono essere sempre informati su prodotti e luogo di acquisto. A Roma, dove è stata appena presentata, è già un vero must. Good To Go, insomma, piace e proprio a tutti anche nella Capitale e da Eataly ai box del Mercato Testaccio, fino ai supermercati Carrefour e alle golosità giapponesi come Sushi Daily e Sushi Shop,  in tanti hanno aderito all’iniziativa.

L’applicazione che mancava

Too Good To Go, c’è già da tempo ma in Italia è arrivata da soli cinque mesi raggiungendo ben 230mila utenti in città come Milano, Torino, Bologna, Firenze, Genova e Verona e permettendo da aprile ad oggi di salvare oltre 70.000 pasti. Dal “lontano” 2015, quando è stata creata in Danimarca da una felice intuizione, è arrivata in 13 Paesi d’Europa con oltre 14 milioni di utenti e sfiorando le prime posizioni negli App Store e Google Play.

I numeri nello Stivale

Da noi, ad oggi, ne fanno parte mille commercianti e si calcola che viene acquistato in media oltre l’80% delle Magic Box rese disponibili dai commercianti, con picchi oltre il 95% a Torino, Bologna e Verona.

Come funziona

I ristoratori e i commercianti di prodotti freschi iscritti  mettono ogni giorno la loro le Magic Box, delle “bag” con una selezione a sorpresa di deliziosi prodotti e piatti freschi, rimasti invenduti a fine giornata e che non possono essere rimessi in vendita il giorno successivo. Quotidianamente ne indicano anche le quantità disponibili per chi vuole fare la scorta. Per i consumatori, invece, basta un click sull’applicazione per acquistare ottimi prodotti  tra i 2 e i 6 euro, impegnandosi allo stesso tempo nella lotta agli sprechi e nella tutela dell’ambiente, considerando che ogni Magic Box acquistata permette di evitare l’emissione di 2 kg di Co2. Dopo essersi geolocalizzati compariranno i locali aderenti con tre colori:  verde per quelli che hanno ampia disponibilità di Magic Box, giallo (disponibilità limitata), rosso (Magic Box esaurite o non disponibili per la giornata: nessuno spreco!). Ordinando quella preferita, servirà solo pagarla tramite l’app con carta di credito, Paypal o il servizio Google Pay. Poi basterà recarsi al negozio nella fascia oraria specificata, mostrare la conferma al negoziante tramite app e ritirare la Magic Box. Meglio ancora se da casa si porteranno contenitori e sacchetti propri, rendendo l’affare ancora più ecosostenibile.

I commercianti che hanno aderito

Entusiasta, Eugenio Sapora, Country Manager Italia di Too Good To Go, il quale ha ribadito. “La forza di Too Good To Go sta nell’utilizzare la tecnologia in maniera consapevole e con lo scopo di riportare i consumatori – ormai sempre più abituati agli acquisti online – negli esercizi commerciali di prossimità. Stiamo procedendo rapidamente in tutta la Penisola con riscontri decisamente positivi da parte sia dei negozianti, che riducono gli sprechi e raggiungono nuovi clienti grazie all’app, che degli utenti, che possono  ottenere a prezzi convenienti del cibo delizioso e ancora buonissimo. Il nostro impegno per ridurre il surplus alimentare è in grado di abbracciare una comunità sempre più ampia e adesso stiamo  lavorando per portare alcune iniziative nelle scuole e nelle università per sensibilizzare le nuove generazioni”. A fargli da eco Michela Blengetti, CSR manager di Eataly:“Eataly sin dalla sua apertura si pone il tema di ridurre lo spreco alimentare e lo fa attraverso gli spazi destinati all’outlet presenti in tutti i negozi in cui acquistare, a prezzi scontati, prodotti prossimi alla scadenza.Inoltre, da circa due anni abbiamo iniziato un percorso organico di riduzione interna dei rifiuti e sostituzione degli imballaggi dei prodotti che costituiscono i due terzi di ciò che buttiamo. Aprire le porte a To Good To Go per noi significa concorrere alla diffusione di soluzioni che sensibilizzano i nostri clienti sulla sostenibilità, parte fondante delle nostre linee guida”. Conclude Alfio Fontana, Responsabile Corporate Social Responsibility di Carrefour Italia affermando:  “Carrefour Italia è orgogliosa di collaborare con Too Good To Go anche a Roma e proseguire il suo impegno solidale nella lotta allo spreco alimentare. È infatti fondamentale che sempre più persone siano consapevoli, oltre dell’importanza,  di una corretta alimentazione, anche della riduzione degli sprechi, per minimizzare l’impatto delle nostre azioni sul Pianeta”. Ad aderire alla lotta anti-spreco  infine lo storico Gianfornaio che dagli anni ottanta prepara pane, pizza, dolci e tanti irresistibili prodotti tipici: le Magic Box saranno disponibili in tutti e cinque i punti vendita (Ponte Milvio, Parioli, Testaccio, Eur e Prati) e diversi altri nomi noti (non ultimo la pizza a taglio di Alice Pizza) tutti presenti sull’app.

 

 

 

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Eataly Roma: l’appetito #TuttoNuovo

Eataly TuttoNuovo

All photos credit Andrea Comisi © Photograrc

“Stiamo di buonumore perchè un piatto cucinato e servito con un sorriso sincero è più buono, perfino più digeribile.”

Proprio all’insegna del 10° comandamento del Manifesto della Buona Ristorazione, si apre il pomeriggio di presentazione di #TuttoNuovo, ovvero degli spazi rinnovati di Eataly Roma, imbattuto come il più grande dei 37 store del gruppo FARINETTI, con una superficie commerciale di 14.000 m2 e un giro d’affari che sfiora i 50 milioni di euro l’anno. Il buonumore era contagioso e sincero, da quello di Andrea Guerra, Presidente esecutivo dal 2016, a quello di Nicola Farinetti, Eataly CEO e fondatore dei 4 store in U.S., che ci hanno guidato nelle meraviglie di ogni nuovo spazio, sorseggiando, assaggiando, degustando insieme a noi.

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IL MONDO EATALY

A 6 anni dalla prima apertura (31 ottobre 2012), la sfida per gli spazi dell’ex Air Terminal di Ostiense ’90, è un investimento di 2 milioni di euro che continua l’obiettivo preciso della filosofia Eataly: offrire al cliente un’esperienza complessa, attraverso prodotti di eccellenza del territorio italiano a prezzi sempre più sostenibili, legati alle storie, ai volti e ai metodi produttivi delle aziende che fanno grande il sistema enogastronomico dell’Italia, associandovi esperienze interattive, dinamiche ed emozionanti.

Comprare, mangiare, imparare sono i pilastri del modello Eataly, che investe su un consumatore capace di mangiare in modo consapevole, limitando al massimo la catena distributiva e creando un contatto diretto con il produttore, nella convinzione fondata che “mangiare bene aiuta a vivere meglio”.

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Il cibo come cultura e l’enogastronomia italiana come patrimonio mondiale da esportare in tutto il mondo, questo lo spirito proattivo e sempre convinto del fondatore Oscar Farinetti. Potrebbe sembrare una celebrazione autoreferenziale tutta italiana, ma non è così: il marchio Eataly, partito da Torino nel 2007, continua il piano di nuove aperture nelle principali città del mondo, progettando per dicembre lo store di Las Vegas, poi ancora Parigi, Verona, Londra, Toronto, Dallas e Kuwait, a seguito del grande successo a Bologna di FICO Eataly World nel 2017.

 

#TUTTONUOVO PIANO TERRA

Se i bazaar di Instabul ispirarono l’idea iniziale di Farinetti, il concetto di #TuttoNuovo con la filosofia Eataly sperimentano una nuova idea di mercato: 13.000 referenze, 5 ristoranti autentici, nuovi laboratori di produzione a vista e al piano terra, affianco alla nuova Caffetteria Illy e alla pasticceria Le sicilianedde, il nuovo Pop-Up store di Ikea, esperimento di negozio urbano con cui il brand svedese conta di aumentare la complessità dell’esperienza Eataly, proponendo accessori da cucina, progettazione assistita e punto di ritiro per acquisti on-line. Mangiare non deve sembrare più così facile, ma rimane indiscutibilmente molto divertente.

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Eataly Tutto Nuovo significa nuovi spazi cui si sta lavorando da mesi, continuando al piano terra con il Mercato dei Produttori, vera piazza del paese intorno a cui si sviluppa un’offerta di street food che va dalla Pizza alla pala della Panetteria di Eataly, all’Orto in apecar che prepara zuppe, centrifugati e succhi di stagione a km 0. Il mercato dei produttori, ora più ampio e fruibile, è un luogo di incontro e scambio di saperi e tradizioni laziali, dove acquistare dalle mani di chi produce le eccellenze da portare in tavola.

 

#TUTTONUOVO PIANO 1

La nuova Gastronomia con il panino più venduto di Eataly a New York, la pasta fresca di Mauro Secondi, uno dei migliori pastai di Roma, il nuovo caseificio di Roberto Battipaglia, coraggioso imprenditore casertano che propone un luogo in cui assistere alla produzione di mozzarelle e burrate, da assaggiare ancora calde, il nuovo Ristorante della pasta e della pizza, che propone piatti autentici grazie alle farine bio macinate a pietra del Mulino Marino, la pasta di Gragnano, l’olio evo Roi. Impossibile non dissetarsi nei nuovi spazi in stile factory della Nuova Birreria con produzione a metri 0 di circa 50.000 litri di birra artigianale l’anno, con un sistema che prevede il passaggio visibile dalla produzione al tank e dal tank al bicchiere.

In bottiglia una selezione dall’Italia e dal mondo di più di 400 tipologie di birre, proposte da bere subito o da portare via. In abbinamento una proposta del vicino Mauro Secondi per la pizza al padellino, con farine del Mulino Marino 50% Buratto, 50% Maritoba, lievitata 24 ore, stesa nel tegamino direttamente e lasciata ancora lievitare, per poi essere farcita con salumi e formaggi e cotta nel forno rotante a 380°.

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#TUTTONUOVO PIANO 2

La Nuova Cuopperia di Pasquale e Gaetano Torrente, i re del fritto, primi in Italia con il loro locale a Cetara, provincia di Salerno, portano al secondo piano tutti i profumi della Costiera Amalfitana, comodamente proposti nel caratteristico cartoccio di carta paglia, il cuoppo take away.

I sapori della tradizione si mescolano velocemente a quelli dell’innovazione, con il ristorante Terra, nato dalle già sviluppate due esperienze a Eataly Los Angeles e a Eataly Boston. Terra, fuoco e natura sono gli elementi che ispirano il concept del ristorante, mettendo in rapporto diretto il prodotto con la sua lavorazione e con la sua origine. Domina lo spazio in stile eco-chic la scenografica griglia di 3 metri, fatta a mano, per le cotture protagoniste di Terra, con carbone naturale 100% italiano, e filiera corta dal banco alla tavola: carne de La Granda e pesce freschissimo delle Cooperative di Anzio e Civitavecchia, il Crudo di pesce Eataly, le verdure del Mercato dei Produttori al piano terra. Quasi 100 coperti, per 300 etichette di vini e una carta completa dall’antipasto al dolce, Terra è un ristorante in cui stare in modo informale, condividendo un concetto di ristorazione nato oltre oceano e dalle forti potenzialità per il futuro.

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“Prima la materia prima. Siamo fanatici della materia prima, cerchiamo la qualità assoluta, fatta di rispetto della terra, degli alberi, degli animali, di freschezza e di identità”.

1° comandamento del Manifesto della Buona Ristorazione, aggiungerei io Ritrovata e Rinnovata.

 

Cantina Tramin presenta Troy, lo Chardonnay di montagna

Conosciuta in tutto il mondo per i suoi vini dalle particolari note olfattive, riconoscibili come firma inconfondibile dell’affascinante territorio altoatesino, Cantina Tramin, nata nel 1989, è tra le più antiche cantine in Alto Adige. Un progetto enologico rappresentato anche dalla forza della condivisione, dal lavoro in vigna di oltre 180 famiglie proprietarie, legate alla propria terra da generazioni, 260 ettari coltivati in modo capillare, con grande rispetto e massima cura.

Willi Stürz enologo e direttore tecnico di Cantina Tramin, è una figura chiave nella storia dell’azienda. Stürz è riuscito a trasformare un’eccellente e tipica produzione territoriale, quella del Gewürztraminer, in un cru internazionale pluripremiato dalla critica più autorevole, in Italia e nel resto del mondo. Entra a far parte dell’organico di Cantina Tramin nel 1991, dove con determinazione e grande passione, acquisisce competenze e responsabilità sempre più elevate. Nel giro di pochi anni diventa responsabile unico per la vinificazione e gestione dell’azienda. La guida Vini d’Italia 2004 – Gambero Rosso e Slow Food lo elegge Miglior Enologo d’Italia.

“La struttura della nostra viticoltura è fatta di produttori che spendono tempo e passione tra questi filari, che in molti casi sono stati piantati dai loro avi. Anche se la nostra azienda è estesa, la struttura a rete diffusa in modo così capillare, ci consente di raggiungere velocemente ogni filare. Questo è un aspetto importantissimo perché la vendemmia viene eseguita rigorosamente a mano. In cantina accompagniamo le uve senza mai forzarle, preservandone a ogni passaggio la loro carica aromatica sviluppata durante la maturazione.”

L’approccio descritto da Stürz, indiscutibilmente vincente, è frutto di una profonda conoscenza del territorio e delle sue molteplici sfaccettature. Ciò che ne deriva è un patrimonio olfattivo straordinario che si esprime in particolar modo nei pregiati vini bianchi, dotati di un’identità aromatica pressoché unica.

Troy è il nuovo vino presentatoci nella calda e confortevole atmosfera del ristorante Al Ceppo, con cui Cantina Tramin si confronta con i grandi Chardonnay del mondo. Troy, nell’antica lingua locale significa “sentiero”, un nome scelto per evocare il lungo percorso compiuto dalla storica azienda altoatesina. Una crescita qualitativa ininterrotta che prosegue da oltre vent’anni, testimoniata dai numerosi premi e riconoscimenti raccolti dai propri vini, nei quali la varietà Chardonnay era prima impiegata solamente come importante componente della prestigiosa cuvée Stoan.

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Afferma Willi Stürz: “Nel nostro territorio  per molti anni lo Chardonnay coltivato a quote elevate non era apprezzato, a causa della sua struttura esile. Con il passare del tempo abbiamo compreso come le piante potevano trovare il proprio equilibrio e ad avere basse rese in modo naturale, con un minimo intervento di regolazione delle quantità. Questo ci ha consentito di raggiungere i risultati odierni, di cui siamo molto soddisfatti.”

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Per iniziare la serata, un’affascinante Degustazione alla Cieca, sette pregiati Chardonnay provenienti da Francia, Germania, Italia e California, accompagnati e guidati dall’espertissimo Luca Gardini, sommelier emiliano tra i migliori al mondo, che non ha bisogno di presentazione. Un’interessante e divertente esperienza, quasi un gioco, per scoprire tra i sette Chardonnay proposti, il nuovo inebriante sapore di Troy e il suo profumo, preludio di-vino.

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Svelata l’identità del nuovo Chardonnay di Montagna, la serata prosegue con le deliziose portate del ristorante Al Ceppo.  Ogni piatto, dall’antipasto al dolce, è accompagnato da uno o più prelibati vini firmati Cantina Tramin, dal cuvée Stoan 2016 al pinot nero Maglen 2015, passando chiaramente dall’ultimo arrivato Troy, protagonista indiscusso della serata.

In tavola si abbina a carpaccio di pesce, salmone marinato o capesante; primi piatti saporiti come un risotto al limone o un tagliolino al tartufo oppure piatti della tradizione alpina, come canederli ai funghi, Salmerino di Fontana al forno, tartara di vitello o formaggi di capra.

Per la prima edizione di Troy è stata scelta la vendemmia 2015, annata eccellente per i vini bianchi dell’Alto Adige. Lo Chardonnay di Montagna è un vino dal colore dorato con un’intensità e un’ampiezza di profumi che svelano immediatamente la propria origine, con delicati sentori floreali e d’agrumi, sensazioni di frutti tropicali, come mango, banana e melone galia, note di camomilla e menta e un tocco di mandorla. In bocca domina la freschezza e una piacevole mineralità salina, con un finale lungo sui toni minerali e sensazioni retro olfattive tropicali e di nocciola tostata. 

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Wolfgang Klotz, direttore commerciale di Cantina Tramin spiega:
“Lo Chardonnay  è la varietà con cui si producono alcuni tra i più grandi vini bianchi del mondo, ma al tempo stesso è anche una tra le più diffuse ad ogni latitudine. Un vitigno che ci fornisce spettacolari esempi di versatilità e che noi vogliamo arricchire con la nostra interpretazione: un’inconfondibile espressione della terra alpina in cui viviamo”.

Troy ha rapito il palato di noi romaoriani, e a giudicare dai calici completamente vuoti e prosciugati di tutti gli altri invitati alla degustazione, conquisterà sicuramente anche il mercato vinicolo italiano e internazionale! 

CONTATTI:
http://www.cantinatramin.it
Strada del Vino 144, 39040 Termeno (BZ)
+39 0471 096633
info@cantinatramin.it

Terrazza Borromini: vertiginosa bellezza

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Roma è sempre stata più orizzontale che verticale. Perché la Città Eterna si vive e si gode soprattutto sulla sua panciona gonfia di sampietrini sconnessi, devastati dalle buche e dai lavori, lucidati e scivolosi quando piove, romantici e traditori quando porti un tacco. Ai romani e alle romane, ma anche agli stranieri, piace passeggiare tra un aperitivo e l’altro, un evento ed un saluto per strada. Fra tavolini e promesse di feste remote, dove imbucarsi per la notte.

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Negli ultimi anni però il desiderio di salire dal ventre capitolino per essere cullati fra le sue braccia barocche è cresciuto in maniera esponenziale. I tradizionali, e anche un po’ stanchi roof garden da Prima Repubblica, sempre (e per fortuna?) poco frequentati, sono stati affiancati da nuove sfide verticali, alcune piuttosto vertiginose. 

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#RomaOra in rosa

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Il caso più emblematico, e forse anche la più bella di Roma in questo momento, è la Terrazza Borromini che oscilla come un veliero sulle onde cinematografiche di piazza Navona.  All’ombra lucente, è proprio il caso di dirlo, della celebre cupola di Sant’Agnese in Agone.

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Lassù, dove una volta si arrampicavano solo suore e colombe, da qualche anno ha aperto uno spazio unico al mondo. Al quarto ed ultimo piano della Galleria D’Arte del Palazzo Pamphilj, incredibilmente incastonato tra campanile, cupola e celebri statue “anti berniniane”.

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Non è uno scherzo. Sacro e profano non sono mai stati così gomito a gomito. Finalmente potrete incrociare dall’alto lo sguardo di pietra terrorizzato del Rio della Plata, uno dei quattro fiumi della celebre fontana del Bernini che teme il cedimento della facciata del rivale sulla testa. O toccare con mano la statua della giovane santa che volta di proposito la testa. Si entra da via dell’Anima. E se lo fate per la prima volta, preparatevi ad un vero colpo di scena, continuando a salire (oltre il piano ristorante). 

La vista mozzafiato lascia imbambolati per un po’ mentre si cercano e s’indovinano i profili della città come fossero cime ineguali di montagne manzoniane. Del resto siamo nell’ombelico di Roma. Inchinati come sempre ai tramonti di fuoco sul Cupolone.

 

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Il quartiere intorno a piazza Navona, che in epoca romana era occupata dallo stadio voluto dall’imperatore Domiziano, non è poi così cambiato dagli incontri romantici di Sofia Loren e Marcello Mastroianni di Ieri, Oggi e Domani dei primi anni 60, sull’attico con vista.

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Lì, di fronte, dietro quelle ringhierine trasparenti, proprio sopra il giocattolaio de Il Sogno si può controllare quasi cosa combinano a Palazzo Madama, sede del Senato, alle spalle della terrazza che fu di Indro Montanelli.

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Quelli cambiati sono i frequentatori di tali palazzi signorili di illustri famiglie romane. Siamo in cima al Collegio Innocenziano, il ramo del Palazzo Pamphilj dove oltre alla terrazza, con ristorante e cocktail bar,  Eitch Borromini offre suite ricavate in una dimora storica del XVII secolo, che fu abitata da papi, con affacci su chiostro interno, via dell’Anima, e come detto la celebre piazza. Tutto “griffato” da Francesco Borromini.

Eitch Borromini (stanza)

Bellezza, Arte e Storia sono diventate muse a servizio di una moda che in pratica è un business per l’ospitalità. Di altissimo profilo, per non abusare della parola lusso.

Dietro Piazza Navona

L’aspetto popolare, che pulsava nelle viuzze adiacenti ed in parte si può ancora spiare dall’alto sull’orizzonte più nascosto, quello verso Tevere e Gianicolo, risulta in effetti sempre più distante, tramontato definitivamente dietro le candele nelle lanterne, che accompagnano tremanti i nostri drink e i nostri brividi d’amore.

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#RomaOra perfect timing

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Può un Agriturismo essere Gourmet? Tutto è possibile per lo Chef Josè Amici al Monte Due Torri.

Esclusiva, elegante, romantica. Questa l’atmosfera che si respira nella Cantina dell’Agrigourmet Monte Due Torri dello Chef Josè Amici a Genzano di Roma, nel cuore dei Castelli Romani.

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photo credit Andrea Comisi © Photograrc

 

L’esperienza, perché quando si parla di alta cucina la si esperisce, non la si assaggia o la si mangia, si svolge tutta nell’ambiente raccolto e più caratteristico del Monte Due Torri, la cantina circolare: una cisterna romana restaurata che con una cupola pantheonica, crea un ambiente raccolto, intimo e centripeto, in cui odori, sapori e profumi si uniscono in un mulinello di sensazioni. L’acustica dello spazio sferico favorisce lo scambio di idee e di commenti di enogastronomia tecnica tra tutti i commensali del grande tavolo.

L’ambiente complessivo della cantina è molto curato: siamo in una antica cisterna romana, lo spazio è comandato dagli archi in opus listatum che delimitano gli ambienti ed aprono splendide finestre sui tavoli. In tutti gli spazi la luce è soffice, invita ogni ospite al proprio momento di relax in perfetto stile country-elegant contemporaneo, tra vetrine con antichi attrezzi per la spremitura dell’olio, la cantina con i vini del Lazio ancora nuova e poco polverosa, e le lampade Arco sui tavoli più piccoli. Lo spazio in totale accoglie un massimo di 12 ospiti.

Monte 2 Torri Gourmet
photo credit Andrea Comisi © Photograrc

L’accoglienza a base di bollicine laziali, è servita dal giovane ed elegante personale di sala, che introduce alla prima sorpresa dello chef Amici: i fermaposto sui tavoli prendono vita e diventano crackers di basilico e polvere di pomodoro, ispirati ai tagli nelle tele di Fontana, mentre grissini lunghissimi, inarcati verso l’ospite come canne da pesca, catturano ogni tipo di acquolina.

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photo credit Andrea Comisi © photograrc

Già dall’antipasto ci si ritrova catapultati in un’esperienza sensoriale. Si comincia con un omaggio ai colori e ai sapori nazionali: gnocco e panzerotto si schierano al fianco di soffici nuvolette di riso tricolori, il tutto arricchito da gocce di maionese biologica. Segue un colorato Gambero di fiume panzanella e burrata, un piatto che insegna ai palati le diverse consistenze delle sue materie prime.

Gnocco & Panzerotto
photo credit Andrea Comisi © photograrc
Antipasto Tricolore
photo credit Andrea Comisi © photograrc

La seconda sorpresa è servita dal sommelier insieme a tutto il personale: entrano in sala per riempire l’ambiente di un profumo magico di pane di Genzano, servito a tavola in due tipologie di paninetti, per poter degustare e accompagnare l’olio della casa. L’incertezza è breve, l’olio si degusta, ma la scarpetta si assapora.

Il primo arriva come una composizione minimale di colori su piatto nero, è il Raviolo di baccalà e ‘nduja, un omaggio al pittore Hans Hoffman. Lo chef ha una passione molto chiara e realizza creazioni, ma piatti di arte contemporanea.

 

Con il secondo, il Piccione frollato in fieno di camomilla, peperoni con idromiele e fondo caccia, lo chef sfodera le sue migliori cartucce, servendo il suo piatto forte. Una carne delicata e dal sapore veramente preciso, distinto, incapace allo stesso tempo di coprire il resto. Un piatto dalle precise gerarchie, una sensazione per il palato davvero sorprendente.

Piccione frollato

Il dolce è un capolavoro di artigianato, il Simposio dello Chef, il quale sul finale, entra in sala per le presentazioni e per completare la sua scultura culinaria, aggiungendo al piatto dei lamponi fucsia in azoto liquido. Fuochi d’artificio nella testa, caldo e freddo, croccante e morbido, la granella di pistacchio con la polvere di cioccolato. Un’esperienza, un piccolo viaggio. Davvero.

Simposio dello Chef

La buonanotte viene servita anche lei dallo chef, che ci saluta sotto gli archi di mattoncini rossi, regalandoci l’ultima sorpresa: un cartoccio con un krapfen caldo, per poter accompagnare anche la colazione del giorno dopo e rendere l’esperienza davvero indimenticabile.

Contatti:

CANTINA “MONTE DUE TORRI GOURMET”

Via Montegiove Nuovo, 77, 00045
Genzano di Roma (RM)

+39 / 069363276

 info@monte2torrigourmet.it

 

Monte Due Torri Gourmet ai Castelli Romani: pronti alla prova palato

Si ispira, infatti, alle stravaganti ricette di Apicio, il primo gastronomo e cuoco della storia di Roma, e ad una ricerca minuziosa dei sapori autentici del territorio laziale la cucina di Josè Amici, il giovane chef e proprietario di “Monte 2 Torri Gourmet” a Genzano, lanciando, nella cornice già ricca dei Castelli Romani, una sfida interessate: l’Agri-gourmet.

Dall’orto e dalla vigna Bio a km0 alle mani dello Chef, passando per antiche ricette romane: Monte 2 Torri Gourmet, ai Castelli Romani

Tra pochi giorni ve lo racconteremo in diretta. Intanto eccovi una piccola presentazione.

Il territorio dei castelli romani è da sempre conosciuto nel Lazio come una realtà fatta di antichi sapori, cresciuti all’interno di una bellezza storico-artistica con radici ancor più antiche. Le persone sono genuine, come i prodotti che coltivano nei loro orti e nelle loro vigne, o come le interpretazioni che danno alle nuove realtà enogastronomiche che creano. Non c’è da stupirsi che una buona idea nasca in questo territorio, un’idea innovativa, frizzante e sapiente nella combinazione dei suoi punti di forza, capaci di arrivare da vicino, ma anche da molto lontano.

Si ispira, infatti, alle stravaganti ricette di Apicio, il primo gastronomo e cuoco della storia di Roma, e ad una ricerca minuziosa dei sapori autentici del territorio laziale la cucina di Josè Amici, il giovane chef e proprietario di “Monte 2 Torri Gourmet” a Genzano, lanciando, nella cornice già ricca dei Castelli Romani, una sfida interessate: l’Agri-gourmet.

L’IDEA

Solo prodotti laziali biologici per le sue creazioni, abbinamenti estrosi ed inediti ispirati a ricette dell’età imperiale romana, accompagnati da vini del territorio, fanno di Agri-Gourmet una proposta innovativa e vincente, maestra nel saper dimostrare l’arte di unire i prodotti della propria azienda Bio a Km0, con un servizio ed un’atmosfera d’eccellenza. L’esperienza enogastronomica è un vero e proprio percorso indietro nel tempo, immerso nella scena della campagna romana, con prodotti stagionali del territorio, miscelati in ricette frutto della sua ricerca, svolta per molti anni in collaborazione con chef gourmet internazionali.

La sua idea è cercare sempre di unire Arte, Cibo e Cultura di epoche Romane diverse, riscoprendo la genuinità, l’armonia e l’emozione di mangiar sano, ma con stile.

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LO CHEF E IL SUO LOCALE

L’amore per la terra e per i suoi prodotti, trasmessa dal nonno da cui ha ereditato anche il nome, e per l’arte dei fornelli trasmessa dal padre Edoardo, hanno spinto lo chef 32enne, corsista e stagista di Heinz Beck e Gianfranco Vissani, a lanciarsi in questo progetto.

Josè Amici, classe 1986, dall’età di 15 anni ad oggi, dopo aver avviato l’Agriturismo “Il borgo” ad Ariccia, corona il suo sogno d’infanzia aprendo il locale d’eccellenza che tanto agognava.  

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Un locale intimo, ricavato all’interno di un’antica cisterna romana, che conta appena 12 coperti, con pareti in pietra, soffitti a volta, una piccola cantina visitabile, nicchie contenenti antichi strumenti per l’imbottigliamento dei vini ed attrezzi utilizzati in campagna per coltivare i campi.

Fiore all’occhiello della struttura è l’ambiente circolare, in origine punto di raccolta delle acque piovane, completamente rivestito in mattoncini che culmina sulla sommità con un’apertura in vetro, per regalare al commensale una romantica vista sul cielo stellato.

Anche la location è studiata nel dettaglio, poiché “Monte Due Torri“ sorge sul sito di Maecium, castello fortificato presso il quale si ottenne una famosa vittoria sui Volsci. Il casale, fondato su poderose cisterne romane, è stato nuovamente edificato nel Medioevo, come testimoniano le murature, ed è stato poi avamposto di controllo della strada per Anzio. Nulla è lasciato all’immaginazione in questo viaggio culinario nella storia.

IL PERSONALE

Il personale di sala, composto da giovani professionisti, contribuisce a rendere perfetta e ancor più piacevole la permanenza, con un servizio eccellente e interessanti spiegazioni sulle pietanze e i vini proposti.

La Brigata è composta da 4 operatori di sala compreso Maitre e Sommelier, e di 4 operatori di cucina compreso lo Chef a capo della stessa. Giovani collaboratori i quali sapranno emozionare con la loro professionalità, educazione e savoir faire, le intime serate proposte da chef Amici.

Monte Due Torri Gourmet - Staff
Il personale del Monte Due Torri

LA CUCINA

La cucina laziale è tra le più antiche del mondo, è nata con l’età romana, ma ha attraversato il Medioevo e il Rinascimento, mantenendo inalterati i prodotti agricoli del suo territorio, ungendoli, addolcendoli, salandoli con spezie, profumi ed odori di tutti i conquistatori che la hanno attraversata. Leggendo le antiche ricette, e confrontandole con quelle contemporanee, si rimane davvero sorpresi per l’uso di ingredienti che potrebbero apparire lontani dalle nostre abitudini alimentari, mentre altre volte ci si sorprende invece per la straordinaria continuità dei sapori. È interessante mettere a confronto ricette con un gap generazionale di 2000 anni, per registrare convergenze e divergenze su ingredienti, gusti e combinazioni di sapori. L’olio, la farina, il vino, così come il succo di limone, la salvia o il rosmarino impreziosiscono i piatti romani da secoli, motivo per cui riescono a sprigionare una carica gustativa costante e potente.

Gamberi di fiume con panzanella e burrata, Ravioli di Vignarola con piselli, fave e pecorino, Piccione su vellutata di topinambur e caffè, Sfera con mousse di agrumi, albicocche e cioccolato sono soltanto alcune delle proposte che Chef Josè, da moderno Apicio, propone ai suoi selezionatissimi ospiti. Si fa condottiero del gusto, portando per mano il commensale in un viaggio nel tempo tra i sapori del passato declinati nella contemporaneità dei giorni nostri.

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SUGGERIMENTI

La cantina “Monte due Torri” è aperta la sera dal Martedì al Sabato, ed è sempre richiesta la prenotazione, dato il numero selezionato di ospiti, ed un dress code elegante.

Contatti:

CANTINA “MONTE DUE TORRI GOURMET”

Via Montegiove Nuovo, 77, 00045
Genzano di Roma (RM)

+39 / 069363276

 info@monte2torrigourmet.it