Omaggio alle Edicole Sacre del Rione Ponte: l’arte e la bellezza dimenticata di Roma

Una mostra per celebrare la bellezza e il valore storico delle Edicole Sacre del Rione Ponte di Roma

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Roma è anche la città dei piccoli tesori dimenticati e, mentre lo sguardo, non sa dove cogliere prima meraviglie dal valore storico secolare, ecco che è importante riscoprire le opere d’arte meno strillate che sono in qualche modo giunte fine a noi. Le cappelle votive che un tempo celebravano un miracolo avvenuto, è vero, non sono tutte in ottime condizioni: qualcuna però è stata restaurata, altre saranno prima o poi ricollocate ed è importante celebrarle e sensibilizzare cittadini e turisti sull’importanza che non vadano perse e dimenticate. Ecco lo spirito di “Omaggio alle Edicole Sacre del Rione Ponte“, una piccola esposizione fotografica finanziata dal parroco di San Giovanni dei Fiorentini, Padre Roberto Paoloni e visitabile fino al 19 maggio all’interno della medesima Basilica.

La Madonnella e il passato che rivive

Le Edicole rappresentavano molto spesso la Madonna col Bambino, ma anche diversi Santi e oggi, nel corso dell’inaugurazione, verrà anche benedetta,  durante la Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da Sua Eminenza Reverendissima il Cardinal Vicario Angelo De Donatis, una Madonnella donata da Mario e Maria Prili, abitanti del Rione. La stessa sarà successivamente collocata,  una volta ottenuti i permessi, a Tor di Nona in ricordo delle persone migranti italiane giunte a Roma (in questo e nei Rioni limitrofi) all’inizio del secolo XX in cerca di fortuna. Tra le Edicole da non perdere, c’è Mater Misericordiae del sec. XVI (ma non solo). Si trova nell’omonima cappella all’interno della Basilica minore di San Giovanni dei Fiorentini ed è opera di Filippo Lippi. Era sistemata in vicolo della Palle e pare che qui fosse in uso un impianto sportivo. Un giorno, un giocatore, colpì con la palla una immagine della Madonna, sulla quale rimase il segno dell’azione. E venne chiamata della “misericordia”, perché il braccio del giovane venne colto da paralisi, ma guarì miracolosamente dopo 40 giorni.

Altri appuntamenti da non perdere

Giorno 15 maggio, invece, l’appuntamento sarà nell’Oratorio della Basilica, Sala San Filippo Neri, alle ore 17,30 quando Maria Cristina Martini editrice della collana “A Spasso con la con la storia” MMC edizioni , illustrerà la storia delle Edicole Sacre di Roma. Subito dopo Mario De Quarto (nativo della zona) giornalista, guida turistica e scrittore tornerà a presentare il libro che ha dedicato al suo quartiere, “Speravamo nei Miracoli” e seguirà il filmato donato da Massimo Rondina (altro abitante del quartiere) “Scene di Vita”.

 

 

 

 

 

 

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Territori intrecciati: a Roma, va in scena l’arte africana

Una mostra a Roma per raccontare l’Africa in tutte le sue forme

mostra Roma

Fotografie, dipinti e suggestioni: l’arte tocca le corde dell’anima passando dalle pennellate intense di Michael Tsegaye e Engdaget Legesse, di nazionalità etiope. I loro interessanti progetti sono ora esposti a Roma all’interno della Galleria Mizar, attenta alle nuove influenze in tema artistico e culturale. Con “Territori intrecciati. Al di là del mare” è l’Africa a farla da padrone, da sempre fucina di talenti e terreno fertile di proposte creative e geniali intuizioni. La mostra, a ingresso libero, è legata a una iniziativa lodevole: una parte del ricavato dalla vendita delle opere, sarà devoluta ai progetti della Monica Cembrola for Art Foundation.

Raccontare un territorio in perenne evoluzione

layers of movement

L’Africa cambia, si muove, vive: raccontarlo non è semplice e, per la prima volta insieme nella capitale, Tsegaye e Legesse ne hanno mostrato il volto dal loro punto di vista, lasciando in ogni opera un pezzo di cuore. L’evento, in programma fino al prossimo 14 luglio, è stato realizzato grazie anche alla collaborazione di Monica Cembrola for Art Foundation e il patrocinio di AssoImmobiliare.

Due diversi punti di vista che si incontrano

A unificare due anime differenti ma unite dall’amore comune per il loro continente, ci ha pensato proprio la Cembrola, appassionata di arte ed estetica che dal 2015 ha un grande obiettivo con la sua fondazione. Ha deciso, infatti, di promuovere l’arte in tutte le sue forme e ha iniziato a finanziare borse di studio per artisti, in partenariato con l’Ecole Nationale des Beaux Arts di Parigi e con la collaborazione della Fine Art School di Addis Abeba. In questo caso, si tratta di un vero storytelling, con un punto di vista quasi cinematografico, che prende vita attraverso un racconto per immagini e opere d’arte. Narra la vita dei rifugiati e degli immigrati, del loro esilio, dei sogni, delle tradizioni, dei destini che si intrecciano. Sia Tsegaye che Legesse, vantano una serie notevole di partecipazioni a rassegne e mostre internazionali.

Curiosità

Michael Tsegaye  espone oggi nelle principali capitali artistiche internazionali, come New York, Parigi, Berlino e Madrid, e dal 22 giugno sarà uno dei protagonisti della mostra dedicata dal MAXXI all’arte africana contemporanea “Road to Justice”.

Legesse, invece, dopo aver rappresentato l’Etiopia alla 49esima Biennale di Venezia nel 2001, da tempo lavora in collettive e mostre monografiche nelle grandi città europee, africane ed americane. La Galleria Mizar, già Galleria Marino, si trova in via San Sebastianello 16B, (Piazza di Spagna) e vanta una grande esperienza nel settore espositivo, a partire dagli anni Sessanta a oggi. Pur mostrandosi attenta ai nuovi orientamenti del mercato artistico internazionale, punta sempre i riflettori anche sull’arte moderna e contemporanea italiana ed europea. Da Giorgio Morandi a Pablo Picasso, da Joan Mirò ad Alberto Burri.

ArtCity 2018: presentazione dal Castello

Art City 2018
La vista dalla Terrazza dell’Angelo

La presentazione di ArtCity, alla sua seconda edizione, non manca mai di regalarci importanti novità ed una chicca in anteprima. Questa volta sono state le Olearie di Urbano VIII a Castel Sant’Angelo, appena restaurate.

Olearie Castel Sant'Angelo
Olearie di Urbano VIII

Sono tornate alla luce e saranno accessibili per la prima volta al pubblico, dopo un importante lavoro di restauro, curato da Giovanni Belardi e realizzato da Luca Pantone.

Le cosiddette Olearie sono magazzini utilizzati per la conservazione dell’olio, riserva essenziale per l’illuminazione degli ambienti, per l’uso alimentare e anche militare in caso d’assedio, e furono realizzate sfruttando le celle radiali del basamento del mausoleo di Adriano, in occasione degli intensi lavori di ristrutturazione di Castel Sant’Angelo, avviati da Urbano VIII, appena salito al soglio pontificio nell’ambito dell’ampio programma di ricostruzione delle piazzeforti a protezione dei domini della Chiesa.

Documenti dell’epoca ci riportano dei lavori di muratura …sotto al torrione di S. Giovanni in fare le vasche per tenerci l’olio…, autorizzati nel maggio 1631. L’accesso alle olearie, difeso da un portone e una grata lignei, avviene mediante una scala in muratura con soglie in travertino, che si apre sul corridoio anulare compreso entro la cinta muraria quadrangolare del castello, ricavato alla fine del XIV secolo scoperchiando il basamento quadrato della costruzione adrianea per isolare il grande cilindro centrale e adattarlo alle nuove esigenze difensive.

All’interno, su un lungo corridoio senza uscita, si aprono quattro celle con banconi laterali, all’interno dei quali sono murate delle giare in terracotta che servivano da contenitori per l’olio, contrassegnate da numeri romani incisi.

Per non disperdere il prezioso contenuto delle giare, il pavimento non è perfettamente piano ma pende lievemente e vi sono dei vasi in terracotta inglobati nel pavimento, per raccogliere eventuali perdite di olio prezioso da terra in caso di sfortunato stoccaggio. Tali punti di raccolta, sette in tutto, distribuiti a seconda della pendenza del massetto, sono in buono stato di conservazione.

 

ARTCITY 2018 – ARTE MUSICA SPETTACOLI A ROMA E NEL LAZIO

ArtCity è un progetto organico di iniziative culturali, nato nei musei e per i musei, che unisce sotto un ombrello comune oltre centocinquanta iniziative di arte, architettura, letteratura, musica, teatro, danza e audiovisivo.

La manifestazione copre l’intera estate 2018 ed oltre, fino all’autunno inoltrato. Da giugno a novembre ed è realizzata dal Polo Museale del Lazio, l’istituto del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo che gestisce quarantasei musei e luoghi della cultura di Roma e del Lazio, diretto da Edith Gabrielli.

Lampis e Gabrielli
Antonio Lampis e Edith Gabrielli

L’idea è quella di creare occasioni di visita attraverso attività pensate su misura, capaci di sfruttare l’attitudine a vivere nuove esperienze che le persone in genere rivelano soprattutto d’estate. Naturalmente, ma non è affatto scontato in questi periodo storico, tenendo fermi la tutela ed il decoro dei luoghi, il rigore scientifico e la qualità artistica.

Il progetto mira quindi a diffondere la conoscenza dei luoghi d’arte del Lazio presso cittadini e turisti. Il vero obiettivo consiste però nel farli anche tornare, innescando un processo di fidelizzazione che trasformi il Museo in un motore di crescita culturale e di coesione sociale.

L’edizione 2018 è simile alla precedente: rimane identico il quadro metodologico di riferimento. Come identico è anche l’impegno nel recupero e nella valorizzazione delle collezioni permanenti: basti citare il restauro degli strumenti musicali conservati a Castel Sant’Angelo, come la spinetta cinquecentesca che Maurizio Croci suonerà il 13 settembre all’interno della Sala Paolina, la sala di rappresentanza fatta decorare da Paolo III Farnese.

Nella precedente e prima edizione, ArtCity ha fatto registrare un rimarchevole successo di critica – come dimostrano i tre volumi di rassegna stampa – e ancor più di pubblico: poco meno di 600.000 persone, infatti, sono state presenti alle varie iniziative. Merito in gran parte della mostra su Giorgione e la rappresentazione dei sentimenti che si è collocata tra le mostre d’arte più viste in Italia nel 2017, addirittura la prima nella categoria di pertinenza, le mostre d’arte antica.

Tuttavia il successo si lega anche ad altre iniziative, a torto fino adesso inadatte al grande pubblico, come per esempio le conversazioni con grandi architetti contemporanei o i concerti di musica antica. Persone che non erano mai entrate prima in un museo grazie ad ArtCity lo hanno fatto, per ascoltare Edouardo Souto de Moura o la Missa Cantilena nell’Abbazia di Casamari. Anche per questo ArtCity è divenuto un caso di studio, ora in corso di replica anche in altre regioni.

Nulla di strano, dunque, che una delle parole chiave di quest’anno sia continuità. Questo non esclude comunque elementi dal carattere fortemente sperimentale, così da venire incontro a più tipi di pubblico

Un primo elemento nuovo del 2018 consiste nella diversificazione dell’offerta culturale. Si tratta della politica del gigante con le mani da orologiaio, ovvero di una struttura di grandi dimensioni, come il Polo Museale del Lazio, che, appunto, aspira a realizzare lavori di precisione. Ecco perciò nel Museo della Navi Romane di Nemi I figli della frettolosaun progetto teatrale per ciechi, ipovedenti e vedenti, che annuncia il percorso di visita stabile capace di rispondere alle esigenze dei fruitori con esigenze specifiche. Ed ecco I Bambini e ArtCity, un programma per giovanissimi dai tre ai dieci anni, ideato con l’obiettivo di educare al patrimonio e più in generale alla visione.

L’aspetto più innovativo del 2018 sarà comunque l’intensificazione del Polo Museale all’interno del Lazio e l’avvio di collaborazioni con le amministrazioni locali.

Al territorio regionale sono dedicati ben 75 appuntamenti di musica, danza e teatro, con presenze di calibro internazionale e tre residenze d’artista a Oriolo Romano, Nemi e Sperlonga. Quanto alle collaborazioni, ecco, fra i tanti, due progetti pilota:

  • Il primo a Palestrina. Un’intera rassegna intitolata Luci su Fortuna ed una serie di visite guidate al Santuario della Fortuna Primigenia e al Museo Archeologico.
  • Il secondo esperimento vede al centro Sora ed è per certi versi ancora più significativo: dal momento che a Sora non ha sede alcun museo del Polo. Entrano così in ArtCity alcune iniziative promosse dal Comune a cominciare dalla Mostra d’Arte Cinematografica Vittorio De Sica.
San Pietro
Il Cupolone dal Castello

In sintesi le sezioni di ARTCITY

Il Museo come non l’hai mai visto apre le porte di giorno e di notte a percorsi ‘segreti’ in alcuni dei monumenti più celebri di Roma e del Lazio:

– il Passetto, le prigioni, la stufetta di Clemente VII e come detto, le Olearie di Urbano VIII a Castel Sant’Angelo, appena restaurate e visitabili per la prima volta, la marciaronda, i sottotetti e il Belvedere di Palazzo Venezia, i sotterranei del Vittoriano o il Santuario della Fortuna Primigenia a Palestrina.

–  L’arte e l’architettura  protagoniste nelle mostre di respiro internazionale, come Armi e potere nell’Europa del Rinascimento, allestita nella doppia sede di Palazzo Venezia e Castel Sant’Angelo, ed Eternal City nella collezione fotografica del Royal Institute of British Architects al Vittoriano, nonché nelle due serie di dialoghi con grandi architetti e fotografi di architettura.

– I Bambini e ArtCity è un progetto dedicato ai bambini che propone una modalità innovativa per vivere il patrimonio culturale attraverso l’incontro con le arti sceniche: gli spettacoli – basati appunto sul confronto tra museo e teatro –, avranno luogo in tutto il Lazio, dal Palazzo Farnese di Caprarola all’Abbazia greca di San Nilo a Grottaferrata fino a Villa Lante a Bagnaia.

–  Le arti performative – musica, antica e contemporanea, teatro e danza – dominano le rassegne Il giardino ritrovato a Palazzo Venezia, Sere d’Arte a Castel Sant’Angelo, Musica al Vittoriano a cura di Ernesto Assante ed ancora In musicaIn scena e Luci su Fortuna in tutti e quarantasei i luoghi d’arte del Polo Museale del Lazio, all’insegna della qualità e della sperimentazione.

© Foto e Video Credits by Giulia Cenciarelli ed Elisa Chana Cecchetti