Roma in autunno: comincia lo spettacolo

Da romano “romantico” posso permettermi il pretenzioso ardire di affermare che i mesi più belli per visitare a Roma sono quelli autunnali. Ottobre è il Re dei tre.

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Non si schiatta più dal caldo, senza però dover rimettere cappotti e piumini. La pioggia verrà a salutarvi ma sarà anche più bella Roma, subito dopo, bagnata ed argentata come una principessa al debutto. Le giornate sono abbastanza lunghe ma i tramonti di fuoco arrivano prima ed incendiano gli orizzonti unici della Capitale.

Il primo consiglio da dare è proprio quello di inseguire i panorami romani. Salite su tutte le terrazze e i roof garden. Arrampicatevi su #RomaVerticale.

Roma sui tetti è magica. Perché restare “al livello” degli ultimi piani, permette di osservare in maniera privilegiata i ricami delle cupole, dei monumenti, delle colonne e dei profili degli edifici che si alternano e s’inseguono come in un quadro: un’opera d’arte dal vivo. Qui sotto solo l’ultimo esempio, di una nostra recentissima ascesa.

Inoltre, ovunque saliate, da dovunque vi affacciate, scoprirete una prospettiva diversa. Una #RomaIneguale, come piace chiamarla a noi di RomaOra.it.

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L’aperitivo comunque lo potrete fare poco dopo, anche per la strada, che poi è molto più tradizionale e frequentato, mentre se siete perfino più sentimentali, raggiungete pure i “point of view” più celebri di Roma, come la Terrazza del Pincio, il Gianicolo, il Giardino degli Aranci, L’Osservatorio a Monte Mario, Trinità dei Monti, i Mercati Traianei.. E la Terrazza dell’Angelo a Castel Sant’Angelo (lirismo in tutti i sensi, avete presente La Tosca?).

Castel Sant Angelo

Se siete invece più estremi e volete provare kantiane sensazioni di “sublime visione”, salite ancora più in alto. In assoluto il posto più “verticale” ed impressionante sotto questo aspetto, è diventato l’Altare della Patria, monumento spesso criticato per la sua invadenza fuori luogo nel cuore di Roma.

Da quando però ha aperto gli ascensori panoramici, dopo mille polemiche, il Vittoriano permette una vista mozzafiato proprio al centro della città. Se soffrite di vertigini (circa 70 metri di vuoto sotto di voi) meglio evitare.

L’altro punto ideale per godere di una visione davvero unica di Roma è dalla cima del Cupolone. San Pietro. Dicono che sia una leggenda metropolitana il fatto che il Vaticano (finché dominò Roma) impedisse costruzioni vicine più alte, fatto che sta che i 132 metri della Cupola più famosa del mondo si notano praticamente ovunque da Roma. Così vale alla rovescia. Da lassù, sempre che non siate in troppi, potrete sentirvi veramente l’occhio di Dio.

Tornando a terra, fra peccatori e pellegrini, non voglio rovesciarvi addosso il solito elenco di mostre e musei dove sprecare la freschezza della vostra permanenza romana. Tanto tra chiese, palazzi e monumenti vi verrà presto la sindrome di Goethe. Che non esiste. L’ho appena inventata.

 Praticamente, dopo diversi chilometri di erudizione e ammirazione, avrete voglia di sdraiarvi sulle rovine. Per dormire, fingendo contemplazione.

Goethe a Roma

Ricordatevi di mantenere una posa fieramente intellettuale ed un tantino ellenica mentre vi riposate. E già che ci siete, fateci una capatina alla sua casa romana.

Mi limiterò ad una sola mostra del momento che sta facendo un bel “baccano”. Si tratta di una immersione multimediale negli Impressionisti a Palazzo degli Esami, edificio che potrebbe a breve diventare l’ennesimo albergone di lusso inutile. Quindi anche per questo spicciatevi 

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Se preferite altro non avete che l’imbarazzo della scelta, oltre ovviamente a salutare i grandi classici da visitare, cominciando dai Musei Capitolini per provare a capire meglio chi fossero questi Antichi Romani. Di cui purtroppo abbiamo ereditato solo la vena sarcastico ludico oziosa.

Per rifarvi di ossigeno e ottimismo, però, voglio suggerire un posto magico, ancora abbastanza segreto a Roma. Soprattutto per il turismo di massa.

Si tratta dell’Orto Botanico.

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 Un giardino incantato in una posizione unica. Sopra Trastevere. Sotto al Gianicolo. 

Si entra da via della Lungara verso Largo Cristina di Svezia. La sede è adiacente al Palazzo Riario-Corsini di cui riflette l’assetto del giardino storico, dal 1883. E’ uno dei Musei del Dipartimento di Biologia Ambientale della Sapienza Università di Roma. Si estende su una superficie di circa 12 ha, occupando parte dell’area archeologica denominata Horti Getae costituita, in antico, dalle terme di Settimio Severo.

Ad Ottobre comincia a tingersi di giallo e di rosso in alcune zone, anche perché custodisce piante orientali incredibili, con scenari del tutto impensabili a Roma, che invece potrete “spiare” sempre all’orizzonte. A Novembre poi l’esplosione del #foliage.

E suggerisco anche di fermarvi per un pic-nic “organizzato” da quelli di Vivi Bistrot. Non sempre impeccabile, ma sicuramente una comodità, perché non dovrete portarvi nulla.

Restando sul tema, la scelta del ristorante non sarà facile. Ve lo dico subito. L’unica certezza settembrina è che avrete l’opportunità (ma a Roma capita quasi tutto l’anno) di decidere se mangiare all’aperto o al chiuso.  

Segnalo al volo il primo che mi viene in mente, per evitare ogni rischio di “marchetta”, un angolo delizioso come quello de Il Bacaro, ristorantino poco economico ma (almeno una volta) veramente notevole, nascosto tra Pantheon e piazza Navona, dove v’innamorerete anche se ci mangiate da soli. Magari di un passante. O di voi stessi, come direbbe Oscar Wilde. Senz’altro di Roma.

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