Per l’onere di Roma

Ho 42 anni. Da almeno un trentennio posso dire di aver vissuto Roma e i suoi problemi in prima linea. Da cittadino. Dentro il suo cuore. Sopra la sua pancia. E quindi sulla mia.

Esco ora da un’amabile dibattito con Luciano Violante e Tobia Zevi dove è stata presentata la ricerca: Abitare a Roma.

Avevo già avuto la fortuna di incontrare quelli #PuoidirloForte, grazie all’amica Raissa Frascella, e mi sembrano davvero una bella squadra. La risposta di “buon senso” all’ortodossia grillinica o all’immobilismo partitico che imperversano nella Capitale.

La mia considerazione/domanda finale questa volta però è stata ed è più pessimista:

“Come si fa ad educare i cittadini? Continuiamo ad analizzare giustamente i problemi atavici della città a proporre soluzioni, ma quante volte ci siamo già passati? Come fare a creare quel circolo virtuoso che premi i romani più meritevoli?”

Ho provato a sintentizzarla, male, e la risposta di Violante è stata, pur essendo corretta, inesorabilmente retorica: “la classe dirigente deve dare il buon esempio”.

Tutto vero. Sottoscrivo. Ma allora che tragica sfilza di pessimi esempi abbiamo collezionato in questo mezzo secolo..? Le cose qui, se possono, peggiorano.

Oggi, per il Natale di Roma, ci troviamo nel paradosso imbarazzante di una città senza timone, ad un passo dalle ennesime elezioni comunali. Che nessuno vuole vincere.

Possibile?

E’ drammaticamente così. Ripassiamo per un attimo gli ultimi decenni di questo grottesco scenario. Abbiamo avuto un lungo ed osannato periodo PD targato Rutelli/Veltroni, dove tutti si facevano i complimenti tra di loro. Talmente osannato, che quando Cicciobello Rutelli è “ricicciato” fuori per ricominciare dopo Veltroni i romani gli hanno preferito il cavallo già ex-perdente (dove accade altrove nel mondo che un candidato sconfitto si ricandidi?) Alemanno.

Fu una piccola rivoluzione. Mossa dalla nausea romana di essere vittima ancora una volta di una comunicazione unilaterale, che si autosbrodolava addosso la propria presunta capacità, mentre la città affondava nei problemi di sempre, e nella voragine dei deficit.

Ovviamente la rivoluzione si è trasformata in catastrofe. Alemanno è diventato talmente inviso alla cittadinanza che chiunque lo avrebbe sconfitto alla riconferma.

Detto fatto. Solo che mentre tutto si preparava per l’ascesa trionfale di Zingaretti, si è liberato il posto più importante (ormai) alla Regione grazie al polverone Polverini. Così il PD ha messo in fretta e furia qualche nome nel paniere, e Bettini si è accorto che i romani preferivano tra questi, il sorprendente Marino. Probabilmente perché era il meno conosciuto.

Marino, il marziano, è stato quindi piazzato al Campidoglio, ma ben presto, il clan si è accorto che era davvero un alieno. Impossibile da manovrare. Non a caso ha fatto cose che nessuno avrebbe mai osato fare.

Ha pestato i piedi a tutti. Persino al Papa. Ciò me lo ha reso simpatico, ma ammetto che, anche ora, leggendo il suo libro, non posso che notare un filo di follia nell’egocentrismo d’Ignazio, convinto di essere un illuminato erede di Cesare, pugnalato dai senatori congiurati..

 

E siamo dunque giunti ad oggi. Con una campagna elettorale che non decolla ma già fa rotolare teste. Berlusconi che manda Bertolaso (?!?) a farsi prendere in giro dall’Italia pur di non appoggiare Calce e Martello di quel Roma-Ti-Amo-Marchini che avrebbe probabilmente già vinto unendo le forze di chi era all’opposizione.

I Cinque Stelle che perdono l’ennesima occasione di prendere la capitale d’Italia in nome del proprio isterico sistema di candidatura social.

E tutti gli altri a tirare Giachetti per la giacchetta. Quello fermato in motorino dai pizzardoni per arrivare all’Altare della Patria (“colpa tua se non usi l’auto blu”). Quello che sta già antipatico a troppi compagni di partito tanto da preferirgli Fassina (?!?!?…ma nel PD esisteranno due amici?)

Perché governare Roma deve essere così impossibile? Perché oltre all’onore non si comprende l’onere? Perché non ammettiamo che i primi colpevoli siamo noi cittadini?

Buon Natale cara Roma.

 

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