Addio alla vita con un tuffo nel Tevere, quasi in diretta

Era tanto che non facevo la “Nera”. Quando iniziai era il mio amaro pane quotidiano. Dove ti fai le ossa per imparare il mestiere del cronista, che poi è il nonno dei blogger.

Stamattina mi ci sono trovato quasi controvoglia. Ma ero lì. Proprio su Ponte Cavour, in mezzo a Roma, poco dopo che N.F., un geometra di 51 anni, che stava supervisionando alcuni lavori stradali, si era appena gettato nel Tevere.

Mi sono avvicinato al parapetto e ho chiesto che stesse succedendo ai Vigili del Fuoco già accorsi sul posto.

“Un probabile suicidio” mi hanno risposto seccamente.

Sono rimasto intontito per un po’. Pensando a quante volte faccio questo ponte, alla sua fama per i tuffi del primo dell’anno di Mr. Ok, e al perché qualcuno avesse deciso di togliersi la vita proprio oggi, durante questa primavera invernale. Poi ho capito che non potevo tirare dritto come se nulla fosse.

Ho scelto di raccontare con un video quello che stava accadendo. Per dovere di cronaca, cercando e domandando in giro per capire cosa fosse successo.

I sommozzatori si sono preparati a lungo, quindi dopo un paio d’ore hanno individuato il corpo sul fondale del fiume proprio sotto il ponte (al centro mi hanno detto che sfiora gli 8 metri).

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Quando è stato recuperato, i carabinieri hanno preteso di allontanare la gente dai parapetti. Stanno ancora indagando. Tutti parlavano di suicidio, forse legato ad una difficile situazione personale (matrimonio finito). Ma le notizie arrivavano ed arrivano disordinate.

Mentre ero lì mi sono affidato a Periscope, la social app living del momento, per diffondere informazioni. E la cosa che mi ha colpito davvero è stata la reazione del pubblico.

https://www.periscope.tv/w/1eaKboVdWNoGX

Per la prima volta testimoniavo in diretta qualcosa di drammatico, ma i commenti (e i cuoricini!) erano gli stessi se non peggiori di quando eseguo filmati d’intrattenimento puro. Per non dire goliardici. O solo panoramici.

La gran parte degli interventi in effetti chiedevano cosa fosse successo, un po’ come il sottoscritto che cammina per strada e si ferma davanti al gruppetto spontaneo, ma su Periscope saltavano nettamente titolo e spiegazione del fatto. Poi ci sono i polemici, i critici e quelli, i più inquietanti, che litigano tra loro su ogni dettaglio. Come fossero allo stadio. O peggio.

Schermata 2016-02-01 alle 19.09.20

Un limite di Periscope è sicuramente quello di non potere conservare a lungo il filmato. Così è difficile spiegare quello che mi appariva sullo schermo. Certo c’é morbosa curiosità. Normale che ci sia. L’altro limite è la sua esigenza di batteria. Ovviamente ha consumato tutta quella del mio smartphone, ma sospendere e riprendere sarebbe stato troppo macchinoso. Qualcuno si rende conto che può essere un strumento utile, ma è difficile non domandarsi se in questi casi diventi un’altra macchina pericolosa per catturare l’attenzione e speculare sul dramma quotidiano, invadendo l’intimità degli utenti.

Schermata 2016-02-01 alle 19.07.30

 

 

 

 

 

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